Una prova un po' speciale per testare, fino al limite, il primo pick-up made in Fiat

Per completare la sua gamma di veicoli commerciali (dal Fiorino al Ducato Maxi) a Fiat Professional mancava solo un elemento. Un pick-up, infatti, ancora non c’era ancora, almeno fino al debutto del Fullback, qualche mese fa, che ha lanciato anche il marchio Torinese nel mercato dei fuoristrada cassonati. Un mercato in crescita esponenziale in Europa e che in Africa e Medio Oriente vale già moltissimo. Fullback è, dunque, un cosiddetto pick-up 1 ton, vale a dire con un portata che si aggira sui mille chili, poco a che vedere con i truck made in USA, ma che ha dalla sua la versatilità e la semplicità di utilizzo oltre a conservare ottime attitudini per il fuoristrada… anche estremi. 


UNA LINEA ACCATIVANTE

Fra i pick-up sul mercato il Fullback uno dei più aerodinamici, una caratteristica che si trasmette anche dal frontale caratterizzato dal Gruppo che prosegue anche ai lati del muso. La linea risulta più snella e anche se le dimensioni esterne sono, più o meno, quelle della la concorrenza; con una lunghezza di 5.285 mm e una larghezza di 1.815 mm). Gli interni, pur personalizzati da Fiat Professional, risentono dello stile nipponico del modello da cui Fullback deriva. Di contro, è apprezzabile la posizione di guida, più da suv che da veicolo commerciale, e il comfort, anche su asfalto e a cassone scarico, nonostante le sospensioni posteriori a balestra. Per quanto riguarda la portata, come detto, si attesta, sui 1.030 kg mentre lo spazio di carico, varia da 1.520 a 1.850 mm di lunghezza del cassone per una larghezza di 1.470 mm. Massima libertà in altezza, compatibilmente con il codice della strada e con le norme di sicurezza.


PRECISO E CONFORTEVOLE

Provando la versione da 180 CV (esiste anche quella da 150), non ho avuto nessun "bisogno" di potenza, grazie anche al motore da 2.400 cc che regala un coppia massima di 430 Nm, capace di tirarti fuori praticamente da ogni problema. Per il comportamento in fuoristrada vi rimando alle opinioni del nostro Special Guest, mentre mi vorrei soffermare sul comportamento stradale, sempre intuitivo e molto preciso, anche a cassone scarico. Buone sensazioni soprattutto nel misto sono date dalla trazione integrale, che ho voluto mantenere (senza blocco del differenziale centrale) anche sul “duro”. Qualche dubbio, subito fugato, viene dal cambio automatico a convertitore di coppia e cinque rapporti, non "bellissimo", ma molto efficace sopratutto in fuoristrada.

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