Quarta generazione del City Van di Hannover, la maturità prima del cambiamento

La quarta generazione di Volkswagen Caddy può considerarsi quella della maturità. In un certo senso è proprio il city van di Hannover ad aver inaugurato il suo segmento quello dei piccoli furgoni monovolume, diversi da quelle che all’epoca venivano chiamate le "furgonette" e derivate dalla autovetture. Oggi, insomma, Caddy chiude il cerchio e pur mantenendo tutte le caratteristiche prioprie di un veicolo commerciale somiglia sempre di più a una autovettura del Gruppo.

MODERNO FUORI E DENTRO

Lo si vede dal frontale che rispetta il "family feeling Volkswagen con un intervento deciso sulla calandra e sul gruppo fari (anche posteriori), lo si nota dalla cabina nettamente più accogliente in termini di comfort, dai materiali e da alcuni elementi come il volante multifunzione (vedi Golf) e la posizione di guida. Invariate sostanzialmente le misure del vano di carico, sempre regolare. La porta a doppio battente posteriore asimmetrica consente, inoltre, di chiudere solo il lato di targa e luce di stop e trasportare così oggetti che eccedono leggermente la lunghezza del vano di carico

MOTORI EURO 6 A TRE ALIMENTAZIONI

In marcia il Nuovo Caddy è decisamente piacevole da guidare e il legame con il mondo delle auto si fa ancora più sentire. Se non fosse per le sospensioni tarate logicamente per portare peso si potrebbe tranquillamente credere di essere al volante di una berlinetta. Grande lavoro anche sulla gamma motori disponibili con alimentazioni Diesel, Benzina e Metano. Nella miA presa di contatto ho utilizzato un 2.0 da 102 CV, tutto sommato “tranquillo”, forse un po’ vuoto ai bassi regimi, ma sicuramente il più indicato per lavorare in città, considerando anche i consumi dichiarati di 4,2 l/100 km raggiunti attraverso le tecnologie BlueMotion.

Gallery: Vokswagen Caddy, prime impressioni