Il motore è una garanzia, ma la nuova generazione aggiunge anche più stabilità e maggior comfort

L’eredità che il nuovo Fiat Ducato si porta dietro non è della più semplici da gestire soprattutto nel momento in cui il mercato già premia il veicolo con il primo posto nel mercato italiano e con posizioni di tutto riguardo in quelli europei. Chiedere di più al best seller di casa Fiat può essere complicato, soprattutto se, come è successo in questa occasione, non si vuole andare a snaturare il DNA di Ducato da sempre un compromesso fra robustezza, versatilità e bassi costi di gestione.

PASSI IN AVANTI IN ABITACOLO

Se dal punto di vista del motore e della volumetria molto è stato fatto in questi anni, in Fiat si sono messi al lavoro per recuperare un po’ rispetto alla concorrenza in termini di abitabilità e di comfort in cabina, Soprattutto per quanto riguarda i sistemi d’infotaiment. In questa presa di contatto ho potuto così apprezzare il nuovo display da 5’’ cha campeggia nella plancia, la nuova disposizione dei comandi radio (anche sul volante) e climatizzazione, le nuove tappezzerie e il volante ricoperto con nuovi materiali più piacevoli al tatto oltre che il dock multifunzionale di collegamento per smartphone e tablet. Di contro la visibilità risente un po’ di un progetto di scocca sicuramente migliorabile e le superfici vetrate potrebbero essere un po’ più grandi soprattutto quelle relative ai finestrini laterali. Nessum problema invece dal posto guida, sempre più automobilistico e da cui si controlla tutta la sede stradale.

UN MOTORE CHE NON TRADISCE

Il Ducato, però, anche nella sua nuova generazione, punta decisamente al sodo e lo ce lo dimostra girando la chiave che mette in moto il 2.3 Multijet II da 130 CV, la motorizzazione che, nelle previsioni di Fiat, dovrebbe risultare la più richiesta. Il sistema d’iniezione Multijet II consente al Ducato una ottima elasticità, che abbiamo voluto mettere alla prova con l’abbinamento al cambio robotizzato a 6 marce AMT. Una soluzione ancora poco diffusa fra i nostri professionisti del trasporto ma che, soprattutto per chi lavora molto in città, è assolutamente da prendere in considerazione. Fiat ci ha abituato a propulsori economici e brillanti e anche questo 130 CV non si smentisce.

ALTE PRESTAZIONI BASSI CONSUMI

La piacevolezza di marcia è supportata anche dai nuovi attacchi delle sospensioni anteriori e dalla modifica al posteriore. Questi interventi hanno fatto fare passi in aventi anche alla maneggevolezza che, grazie anche al sistema di controllo del rollio rende il misto cittadino molto meno impegnativo e stancante. In questo caso il cambio robotizzato è davvero una mano santa. Nei percorsi extraurbani specie nei saliscendi misti ancora preferisco il comando manuale ma è una questione di sensazioni visto che “l’interpretazione” della cambiata a mio avviso è leggermente lenta e preferisco anticiparla un po’ per avere la giusta coppia nell’affrontare tornanti o curve un po’ più strette. Nulla da eccepire sulla velocità di punta e sulla ripresa, tantomeno sui consumi che se rispettano il dato dichiarato possono addirittura scendere, in condizioni ottimali, sotto i 6,0 l/100 km.

TANTA ELETTRONICA

Dobbiamo dire che il veicolo provato era davvero full optional, non tanto in termini di allestimento interno (anche lì) quanto di dotazioni di sicurezza. Oltre all’ESC, di serie, con sistema di riconoscimento del carico, potevo contare anche sul sistema di mantenimento della corsia (a volte un po’ troppo “invadente”), il Traction+ e l’Hill Descent Control, quest’ultimo lo consiglio in quanto agevola non poco la guida in discesa specie se a pieno carico, limitando l’usura dei freni e permettendo di concentrarsi solo sulla strada; spesso, infatti, percorrendo una discesa ripida a bassa velocità, ci si trova nella scomoda situazione di dover dosare freno e frizione per non rischiare lo spegnimento del motore, rischiando di allungare la frenata e comunque distraendoci. Per finire, il mio “premio della critica” va alla silenziosità del nuovo Ducato: il connubio fra il 2.3 MultiJet II, l’insonorizzazione della cabina e l’isolamento del vano di carico hanno dato un risultato davvero ottimo, in tutte le condizioni.

Gallery: Nuovo Ducato, prime impressioni