I taxi a guida autonoma sono ormai diventati realtà in diverse parti del mondo. Ma sono davvero sicuri? La domanda è di quelle importanti e secondo Volkswagen la risposta è affermativa.

Nel corso di un'intervista rilasciata ai microfoni di Automotive News Europe, infatti, il direttivo della divisione della casa incaricata dello sviluppo di questa tecnologia ha spiegato che gli studi proseguono senza sosta, grazie al sostegno del nuovo partner tecnologico Mobileye.

Cambio di rotta

I primi van a zero emissioni e guida autonoma completamente personalizzati di Volkswagen sono già arrivati sulle strade di Amburgo e Monaco, in Germania, e di Austin, in Texas. Il nome di queste navette è Moia e dovrebbero diventare ufficialmente operative, al 100%, al più tardi entro il 2026, inizialmente con un autista ancora a bordo per questioni di sicurezza.

Tutte le navette saranno progettate per accogliere a bordo un massimo di 4 passeggeri e relativi bagagli ed è probabile che, almeno per questa fase iniziale del progetto, saranno utilizzate nelle tratte da e per gli aeroporti, come accade di consueto in questi casi, o per brevi spostamenti nel centro città.

Gli interni delle navette autonome Moia

Christian Senger, membro del consiglio di amministrazione Volkswagen e responsabile della guida autonoma, si è detto fiducioso delle capacità di questi veicoli innovativi, commentando all'agenzia stampa Automobilwoche:

"Il sistema AD ha già prestazioni di guida impressionanti che richiedono pochissimo intervento da parte del conducente di sicurezza".

Addio Argo Al

La fiducia da parte dei manager della casa tedesca nei confronti di questa tecnologia sta soprattutto nel fatto di aver cambiato partner tecnologico nel corso degli ultimi mesi. Dopo aver maturato sufficiente esperienza con Argo Al nella progettazione di alcuni esemplari di ID. Buzz senza conducente, infatti, la casa ora ha scelto di affidarsi al leader nel settore della guida autonoma Mobileye.

Le navette a guida autonoma Moia, il posteriore