Italia e ACEA hanno espresso le loro perplessità sulle misure da intraprendere per trovare una soluzione equilibrata circa gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 del trasporto pesante. Obiettivi che gli stessi costruttori, pur impegnati nella transizione verso l'elettrico, considerano ancora troppo ambiziosi.

Recentemente la Spagna che ha iniziato il 1° luglio scorso il suo semestre di presidenza dell'UE, ha presentato una proposta di compromesso sulle norme che disciplinano gli investimenti nella produzione di energia e sul posticipo dello stop alla vendita di camion e bus a benzina e gasolio che l'UE avrebbe fissato per il 2030. Ma le perplessità sull'eccessiva severità dei provvedimenti rimangono.

Pichetto: "Valutare il contributo dei carburanti green"

All'incontro di lunedì 16 ottobre, tenutosi in Lussemburgo, tra i ministri dell'ambiente dei 27 Paesi UE, il rappresentante italiano Gilberto Pichetto ha ribadito che le proposte avanzate dalla Spagna contemplano soluzioni "molto sbilanciate su specifiche istanze" e sottolinea come un vero compromesso potrebbe essere trovato includendo anche altre soluzioni che possano accompagnare in modo efficace verso la la decarbonizzazione.

"L’Italia ha presentato una proposta che consente di contabilizzare il contributo dei carburanti a zero-basse emissioni all’interno del regolamento (CCF), una flessibilità che consentirà di mitigare l’impatto sociale ed economico, e che aiuterà il settore nella transizione equa e giusta, senza, tuttavia, minare l’obiettivo di incentivare la penetrazione sul mercato delle tecnologie più efficienti in termini di emissioni. Non intendiamo annacquare l’ambizione del Regolamento, ma facilitare la decarbonizzazione del settore”. 

ACEA: "Occorrono azioni coordinate"

Anche l'ACEA, l'associazione europea dei costruttori, pur avendo preso atto della risposta degli Stati membri alle perplessità espresse dalle aziende, sia costruttrici sia operatrici della logistica, sottolinea come gli obiettivi di riduzione siano ancora molto ambiziosi e soprattutto non ci siano ancora sufficienti condizioni "abilitanti" per una transizione energetica così repentina come quella auspicata dall'Europa.

Sigrid de Vries, Direttore generale di ACEA, ha ribadito all'indomani del vertice tra i ministri dell'ambiente come siano indispensabili azioni coordinate anche con il settore energetico e delle infrastrutture:

“Obiettivi di CO2 molto ambiziosi per i produttori di autocarri e autobus non possono essere raggiunti dai soli produttori. I legislatori devono fare di più per allineare strettamente i livelli di ambizione fissati per i produttori di veicoli con quelli di altre parti interessate, dai fornitori/operatori di infrastrutture agli operatori del trasporto stradale, trasportatori e spedizionieri e operatori del trasporto pubblico”.

"La disponibilità di veicoli a emissioni zero è solo una parte del puzzle. Che si tratti di camion, autobus o pullman elettrici a batteria, a celle a combustibile o alimentati a idrogeno, i nostri produttori stanno investendo miliardi in tecnologie che alimenteranno la transizione verde dell’Europa per i trasporti pesanti. Ma in un mercato B2B, dovrebbe esserci un’enfasi molto maggiore sulle condizioni abilitanti”.

La nota di ACEA ribadisce anche che i legislatori devono affrontare in modo adeguato le diverse esigenze infrastrutturali di veicoli molto diversi, perché autobus e camion hanno bisogno di accesso a sistemi di ricarica e rifornimento ad alta potenza in luoghi molto specifici per i primi e al contrario, ben distribuiti lungo le grandi arterie del trasporto autostradale per i secondi.

Gallery: Il mondo del trasporto, prospettive e difficoltà