Viaggiare da e verso la Sicilia nel 2023 costerà meno a tutti gli autotrasportatori. La Regione Siciliana, infatti, ha dato il via libera per l'attuazione di un nuovo avviso pubblico dedicato ad approvare finanziamenti per 3 milioni di euro a fondo perduto, con l'obiettivo di sostenere l’attività di chi viaggia quotidianamente a cavallo tra le due coste.

La proposta iniziale era giunta sul tavolo delle Istituzioni direttamente dall'Assessore alle Infrastrutture e alla mobilità Alessandro Aricò. I 3 milioni di euro saranno erogati sotto forma di rimborso sui titoli di viaggio, acquistati per l’imbarco di veicoli commerciali medi e pesanti, quindi con una massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, imbarcati su qualsiasi vettore di attraversamento marittimo dello Stretto di Messina.

Un aiuto importante

Rispetto a quanto previsto per il 2022, il rimborso riguarderà fino al 50% delle spese sostenute (l'anno scorso era del 20%), un dato che, una volta messo nero su bianco, consentirà immediatamente di alleggerire le spese a cui sono sottoposti tutti i giorni gli autotrasportatori per attraversare il tratto di mare.

Lo Stretto di Messina

Ma non solo. L'obiettivo delle istituzioni sarà anche quello di di favorire un flusso costante di merci da e per l’isola, migliorando gli approvvigionamenti di materie prime in vista dell'estate e creando un ambiente economico più stabile.

Nel corso di una conferenza stampa, l'assessore Aricò ha commentato l'iniziativa:

"Con questo provvedimento diamo una risposta concreta al sistema della movimentazione merci da e per la Sicilia e al contempo diamo respiro alla categoria degli autotrasportatori."

La risposta delle associazioni

Come era lecito immaginare, si tratta di un aiuto utile ma non completo. In una nota l'AITRAS (Associazione Italiana Trasportatori) ha ricordato che oggi in Sicilia ci sono circa 9.800 imprese di trasporto.

Per questo motivo, sempre secondo l'Associazione, sarebbe stato meglio sbloccare i finanziamenti per le Autostrade del Mare, incentivando l'acquisto di biglietti per le grandi navi da e per Genova, Napoli o Civitavecchia, facendo "risparmiare" ai professionisti del settore le lunghe percorrenze delle autostrade calabresi e lucane. Qualcosa che avrebbe fatto a sua volta risparmiare tempo e denaro, nonché emissioni di CO2.