Il mercato dei commerciali leggeri conferma il trend negativo della seconda parte dell'anno registrando un nuovo crollo del 18% nei confronti dello stesso mese del 2021 con 12.643 unità contro 15.443.

Il volume annuo dopo 11 mesi è ben sotto le 150.000 unità, e porta il divario con l'anno passato dal -12,2% di ottobre al 12,9%. Secondo UNRAE, che propone la consueta analisi sui dati del MIMS, l'anno dovrebbe chiudere a poco più di 161.000 consegne e intorno al 12,7 di calo complessivo, tendenza che proseguirà nel primo semestre del 2023 per poi lasciare spazio a un recupero.

Rinnovo lento, l'elettrico cresce poco

Questi dati sono stati anticipati due giorni fa nella conferenza stampa di fine anno nella quale UNRAE ha fatto il punto della situazione di tutti i comparti, incluse autovetture, bus e veicoli pesanti. L'accento è però stato posto ancora una volta sull'effetto che le scarse immatricolazioni hanno sull'aggiornamento del circolante e sul bisogno di interventi a sostegno.

La struttura del mercato dei primi 10 mesi, i cui dati sono ancora suscettibili di leggeri aggiustamenti con l'arrivo dei numeri definitivi, mostra nel caso dei leggeri un perdita dei privati, la cui quota è scesa da circa il 22% al 18,8% delle autoimmatricolazioni, delle società, (41,7%) e del noleggio a breve termine (4,6%). Unico in controtendenza è il noleggio a lungo termine, che ha guadagnato l'11,3% e oltre 6 punti salendo al 30,2% del mercato.

Infografica UNRAE Mercato Furgoni Novembre 2022 e Gennaio-Novembre 2022

Quanto alle alimentazioni, l'elettrico è arrivato a malapena al 2,4% ancora troppo poco per parlare di transizione green, anche perché le altre soluzioni a basse emissioni non vanno molto meglio: il Diesel scende di oltre 8 punti ma è comunque al 76% di quota, la benzina cresce al 5,6% (+2,3 p.p.), il Gpl sale al 3% mentre il metano crolla all'1,3%. Progressi più rapidi dagli ibridi, all’11,2% di share (+5,3 punti).

Situazione circolante

Occorre sostegno anche per gli ICE

Resta però evidente che malgrado gli incentivi, puntare unicamente sui veicoli a batteria non produce effetti abbastanza rapidi: non a caso, sempre nella conferenza del 13 dicembre, UNRAE ha stimato che a questi ritmi il rinnovamento del parco richiederebbe oltre 22 anni per completarsi e, ad oggi, i veicoli circolanti pre-Euro IV rappresentano ancora il 42,2% del totale.

Propost eincentivi LCV 2023

Proposte incentivi LCV 2023

Tra le proposte si ribadisce quindi quella di sostenere anche l'acquisto di veicolo con motore a gasolio di ultima generazione, dotati di sistemi di filtraggio all'avanguardia e capaci di dare il loro contributo alla riduzione delle emissioni (non soltanto di CO2 ma anche di veri inquinanti) che non si può essere demandato soltanto all'elettrico.

Ne sottolineare questa necessità, il presidente di UNRAE Michele Crisci ha richiamato anche il problema delle infrastrutture:

"E’ inoltre urgente predisporre una rete infrastrutturale per le ricariche elettriche, anche attraverso un credito di imposta al 50%, dal 2023 al 2025, per gli investimenti privati in ricariche fast superiori e 70 kW. In quest’ambito è necessario anche un preciso e puntuale cronoprogramma per stabilire sia obiettivi cogenti di numerosità dei punti di ricarica pubblici, in bassa e alta potenza, per singola area geografica e tipologia di strada, sia la realizzazione di infrastrutture di ricarica sulla rete autostradale, in linea con la normativa europea Afir”.

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