Nei suoi oltre 40 anni di carriera, la Mini classica è stata oggetto di innumerevoli trasformazioni, anche per uso professionale: quella modificata artigianalmente in Norvegia che vedete nel filmato, però, è due volte speciale, perché si basa su un rarissimo modello pick-up reso elettrico.

Chi lo ha fatto non cercava particolari prestazioni: abbiamo visto convertire Mini con powertrain molto più ambiziosi, tra cui una che celava un motore elettrico Tesla da circa 300 CV e andava davvero veloce, ma non è questo il caso.

Ne restano poche

La Mini Pickup risale al 1960 ed è stata lanciata contemporaneamente alla variante furgonata. Secondo il sito BMW, la cassonata aveva un passo più lungo di 9,8 pollici (25 centimetri) rispetto a una Mini standard e poteva trasportare un carico di circa 317 kg. La produzione terminò nel 1981 dopo circa 58.000 unità, di cui però non ne sono sopravvissuti moltissimi.

Passando alla trasformazione, è giusto sottolineare che anche l'impiego utilitaristico di questa classica resa "green" è un po' compromesso, in quanto il pacco batteria occupa la maggior parte della zona di carico. Del resto, la Mini non era progettata per la conversione elettrica e se qualcosa di simile è stato tentato negli anni della sua carriera, i pack al piombo avevano tutt'altra forma.

Qui, invece, i moduli provengono da una recente Volkswagen e-Up e offrono una capacità di 17,1 kWh, con presa di ricarica posizionata al posto dell'originale bocchettone per il carburante. Il peso aumenta di soli 40 kg rispetto all'originale, un buon risultato.

Sotto il cofano si trovano motore e unità di potenza di una minicar elettrica Think. Tutti i pezzi sembrano in ordine e ben integrati nella struttura. Idem all'interno, dove il selettore della marcia e il sistema HVAC provengono anch'essi dalla Think. Il tradizionale tachimetro circolare c'è ancora, ma gli strumenti principali sono ora su quello che sembra essere il display di un vecchio iPhone.

Emissioni zero, ma non proprio silenziosa

L'insonorizzazione è modesta, quindi gli occupanti sentono tutto: la pompa del raffreddamento e il servofreno gorgogliano e si distingue nettamente il suono del motore elettrico. Anche le prestazioni sono modeste: nel video l'auto non va mai più veloce di 25 miglia orarie (40 km/h) e ci sono molti dossi che rendono l'esperienza di guida poco fluida.

Nel 2018, Mini ha costruito una Cooper elettrica una tantum. L'azienda non ha fornito molte specifiche del gruppo propulsore, ma l'auto aveva un aspetto fantastico. Di qui l'idea di creare il servizio Recharged Heritage, che dal 2022 ha iniziato a ricevere ordini per conversioni elettriche. Il reparto offre due preparazioni, entrambe con batteria da 19 kWh: la versione Pure ha 75 CV e 125 Nm di coppia, la Sport ha 97 CV e 150 Nm. Per entrambi, l'autonomia stimata è di 166 km nel ciclo WLTP.