Alla timida ripresa (+2,5%) fatta registrare dai veicoli industriali a settembre è seguita una robusta crescita nel mese di ottobre, con immatricolazioni sopra le 2.200 unità e un +23,2% di crescita sullo stesso mese del 2021.

Ci sono però anche indicazioni negative: l'UNRAE, che ha diffuso ed elaborato i dati, sottolinea la sofferenza delle alimentazioni alternative, in particolare la brusca frenata del gas naturale e la poca incidenza dell'elettrico e sollecita le istituzioni a forzare la mano per spingere il rinnovo del parco.

I dati

Il segmento trainante resta quello dei pesanti oltre le 16 tonnellate, che da solo rappresenta quasi il 90% dei volumi e che ha sfiorato le 2.000 immatricolazioni, salendo di oltre 400 rispetto a un anno fa. Va però segnalato che nell'ottobre 2021 questo settore aveva registrato un sostanzioso calo, con una stima inziale di 1.360 unità poi aggiornate con i dati definitive a 1.522, quindi quasi allineate al dato 2020.

I numeri dei segmenti inferiori rimangono stabili nel caso della fascia da 6 a 16 t e in calo del 27% per 3,5-6 t. Nel complesso, il 2022 inizia a recuperare sul 2021 nei volumi complessivi, che a settembre erano ancora inferiori del 2,8% mentre a ottobre hanno ridotto il divario ad appena il -0,7%.

Infografica UNRAE Mercato Camion Ottobre 2022

MTT

OTTOBRE 2021

OTTOBRE 2022

VARIAZIONE %

> 3,5 t

1.801

2.220

+23,2

da 3,51 a 6 t

60

44

-27,2

da 6,01 a 15,99 t

219

220

+0,7

=> 16 t

1.522

1.955

+28,5

UNRAE torna sul disincentivo a chi inquina

La crescita dei pesanti colpisce in modo particolare perché contemporaneamente l'UNRAE, pur senza citare i dati nel dettaglio, lancia l'allarme sul crollo delle vendite di veicoli con alimentazioni alternative, in particolare il gas naturale liquefatto (LNG), dovute al vertiginoso aumento dei prezzi a cui l'intervento del governo con il taglio delle accise ha posto rimedio soltanto parzialmente.

Incidono ancora poco i veicoli elettrici, (appena lo 0,07% del mercato) che tuttavia, per quanto riguarda almeno i pesanti, si stanno a tutti gli effetti affacciando sul mercato soltanto adesso e necessitano comunque di investimenti anche a livello di infrastrutture.

Nel complesso, quindi, rallenta il processo di riduzione dell'impatto ambientale dle trasporto commerciale a lungo raggio, tema su cui Paolo Starace, responsabile V.I. di UNRAE, è tornato ribadendo l'opportunità di forzare il rinnovo attraverso misure di disincentivo all'uso dei veicoli più datati:

“Di questo passo, senza adeguati sostegni e un idoneo piano infrastrutturale rivolti alle alimentazioni alternative a bassissime o zero emissioni, si rischia di
compromettere la transizione ecologica vanificando gli ingenti investimenti profusi dai Costruttori. Auspichiamo che, data la situazione contingente, il rinnovo del parco si possa perseguire anche attraverso il c.d. meccanismo del “chi più inquina più paga”, prevedendo oneri d’esercizio crescenti all’aumento delle emissioni di CO2 dei veicoli, con una revisione su base ambientale di pedaggi autostradali, tassa di proprietà, rimborso delle accise, ma anche divieti alla circolazione e limitazioni alla capacità di carico”.

Qui potete scaricare l'Osservatorio completo sul mercato dei camion in Italia nel I semestre 2022

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