I camion elettrici rappresenteranno una grande fetta del futuro del trasporto pesante. Sul mercato ne sono in arrivo diversi modelli da svariate centinaia di km di autonomia e con batterie sempre più capienti, perfino con range extender nei rimorchi.

A causa proprio di questa enorme mole di celle in movimento, il vice comandante della squadra di controllo e sicurezza del tunnel del San Gottardo in Svizzera, Beat Walther, in un articolo del notiziario svizzero Tages Anzeiger ha esposto alcuni dubbi sulla sicurezza in caso di incidente con conseguente incendio.

Possibili gravi problemi

Il vice comandante ha spiegato che quando si verifica un incendio nel tunnel di sua competenza, con coinvolta almeno un'auto elettrica, l'intervento dei Vigili del Fuoco deve sempre essere il più tempestivo possibile.

Questo per un motivo ben preciso; la batteria, che per evitare di prendere fuoco ed esplodere deve essere raffreddata velocemente ed essere tenuta entro la sua temperatura di esercizio. Per fare questo, fino a oggi le squadre di soccorso si sono servite di enormi vasche piene di acqua, in cui immergere le auto a zero emissioni dopo gli incidenti e scongiurare così danni più gravi.

Una condizione impossibile da verificare per gli enormi camion elettrici, che dovrebbero così restare sulla sede stradale, obbligando le autorità alla completa chiusura dei tunnel per diversi giorni o settimane. Una situazione che potrebbe potenzialmente aggravarsi qualora il carico fosse pericoloso o frigorifero.

Il vice presidente ha quindi colto l'occasione per esortare i produttori di veicoli a zero emissioni (non solo camion) a effettuare ricerche più approfondite su incendi che vedono coinvolti i loro prodotti nel sottosuolo, nel caso per esempio delle stesse gallerie oppure anche di più comuni parcheggi sotterranei.