Meno altalenante di quello dei veicoli pesanti, che alterna parziali riprese a nuovi crolli, il mercato dei commerciali leggeri sta avendo in questo 2022 un andamento costante anche se in netto calo rispetto a un 2021 che ha chiuso già in negativo nei confronti del 2019, ultimo anno di riferimento del periodo pre-Covid. Lo confermano i numeri di luglio e agosto.

Se l'attenuante delle difficoltà produttive dovute alla carenza di materie prime resiste, lo stesso non si può dire dell'attesa per gli incentivi: come sottolinea l'UNRAE nella nota che accompagna l'analisi dei dati, i contributi sono stati concentrati sui veicoli a zero emissioni che valgono appena il 2% del mercato.

Le cifre

I dati ufficiali trasmessi dal MIMS parlano di 12.755 unità a luglio, addirittura il -19,5%
rispetto alle 15.838 unità di un anno prima, e 8.100 veicoli ad agosto, un -12,2% allineato al dato generale che dopo 8 mesi risulta di 108.045 immatricolazioni, circa 15.000 in meno dello scorso anno che corrisponde, appunto, a un -12,3%.

Infografica URAE Mercato Furgoni Luglio 2022 e Gennaio-Luglio 2022
Infografica URAE Mercato Furgoni Agosto 2022 e Gennaio-Agosto 2022

Ancora più benzina che elettrici

L'analisi per alimentazioni vede un calo del gasolio a poco meno del 76% del mercato complessivo, dato compensato da un recupero della benzina che sale al 6,3% e da incrementi di ibridi (+10,7%, il doppio di un anno fa) mentre gli elettrici hanno appena superato il 2%. Giù il metano (1,7%), come era lecito attendersi vista la cavalcata dei prezzi dell'ultimo anno.

Dei progressi dei modelli elettrificati trae vantaggio, se non altro, la media ponderata delle emissioni, la cui stima scende da 196,3 a 180,9 g/km.

Luglio 2022

Lo sconto non basta

Il commento del presidente UNRAE Michele Crisci sottolinea i limiti della campagna di incentivi che precludendo l’accesso agli automezzi con motori a combustione tradizionale di ultima generazione si sta dimostrando poco efficace anche nel rinnovo del parco circolante. Il quale, secondo i dati di giugno, su 4.180.000 veicoli commerciali censiti vede ancora un 42,2% di ante Euro 4, dunque con oltre 16 anni.

“A questo ritmo, l’intero parco verrebbe sostituito soltanto fra 22,5 anni, nel 2045. Ma oltre agli incentivi, per sostenere la diffusione dei veicoli a zero emissioni rimane prioritario disporre di una solida rete infrastrutturale, soprattutto attraverso
contributi più consistenti e procedure più snelle per ottenere gli sgravi fiscali per l’installazione di ricariche private”

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