La caduta prematura del governo Draghi ha lasciato non poche preoccupazioni in molti settori in cui erano state faticosamente avviate manovre e intese per fronteggiare alcune delle molte crisi in corso in questo non facile momento storico.

Il settore dei trasporti è uno di quelli che in questi giorni sta facendo sentire maggiormente la sua voce chiedendo impegni concreti e risoluti al prossimo esecutivo, quello che scaturirà dalle elezioni del prossimo settembre, con molti temi da affrontare.

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Per questo, Conftrasporto-Confcommercio ha redatto un decalogo/promemoria con 10 voci che a detta delle associazioni stesse devono diventare impegni prioritari per il nuovo governo, per saggiare anche l'orientamento degli stessi candidati prima di andare alle urne.

L'obiettivo deve essere quello di favorire la crescita e il miglioramento del settore che movimenta il 70% dei beni sul territorio nazionale, con interventi necessari che vanno dalle politiche fiscali per favorire il rinnovo del parco calmierando però i costi (soprattutto del carburante), a interventi strutturali tra cui il progetto del ponte sullo Stretto di Messina e il rispetto degli impegni presi dal MIMS la scorsa primavera.

Il decalogo

  1. Costi minimi e tempi di pagamento certi - Il settore richiede di definire l’obbligatorietà dei costi minimi di sicurezza che diano garanzia dei giusti compensi, e regolamentare i tempi di pagamento oltre che le soste improduttive.
  2. Libera circolazione - Principio da difendere anche sede europea per tutelare i trasportatori dalle limitazioni considerate troppo arbitrarie come quelle del transito sull’asse del Brennero.
  3. Divieto di scarico agli autisti - Si richiede che carico e scarico dei veicoli industriali non sia più operabile dall'autista ma soltanto da personale preposto degli hub, salvo i casi particolari in cui l'autista abbia una specifica qualifica e competenza e il suo apporto sia necessario.
  4. Fit For 55 - Pur confermando la volontà di adeguarsi agli obiettivi di sostenibilità, il settore chiede tempistiche e sostegni adeguati a rendere affrontabile transizione energetica. Dunque, respinge l'ipotesi di revisione della direttiva sulla tassazione sui prodotti energetici e l’eliminazione del meccanismo di rimborso parziale su cui, sottolinea, le accise in Italia sono le più elevate. Si oppone anche all’eliminazione delle esenzioni per il gas naturale e all’estensione del sistema ETS all'autotrasporto che causerebbe nuovi rincari. Positivo il parere sul finanziamento per il rinnovo dei mezzi che legittimi la misura dell'accesso al mercato soltanto per chi ha mezzi Euro VI o ecologici.
  5. Indennità di trasferta - Si richiede l'incremento di questo contributo esente da tassazione per i conducenti, anche per rimediare al problema della carenza di autisti. Altre misure caldeggiate per favorire l'occupazione sono l'abbassamento dell’età minima a 18 anni e un salario di ingresso reso adeguato agevolando la parte contributiva e fiscale.
  6. Revisione dei divieti di circolazione - Calendario e riduzione delle giornate di divieto che creano ritardi nella distribuzione delle merci al dettaglio.
  7. Motorizzazioni civili - Si chiede che l'organico sia ampliato con personale qualificato, magari privatizzando nel contempo alcune funzioni, e che siano ricostituiti i Centri di revisione Mobili in prossimità dei confini nazionali e dei porti.

  8. Authority per i Trasporti - giudicata poco influente in rapporto ai costi, si chiede che sia ridefinita nei compiti e nei poteri per farsi garante del rispetto delle regole.

  9. Trasporti eccezionali - Criteri e adempimenti burocratici vanno rivisti rendendo l'iter più snello.

  10. Trasporto rifiuti - Verifica con fase sperimentale del novo sistema di tracciatura sulla app R.E.N.T.R.I. onde evitare inconvenienti del precedente sistema Sistri, rivelatosi oneroso e inefficace.

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