I dati del mercato veicoli industriali di aprile mostrano uno scenario diventato, dopo un buon avvio di 2022 e qualche incertezza, decisamente negativo. Le immatricolazioni dei mezzi sopra le 3.5 tonnellate sono crollati dalle 2.600 del 2021, che era in leggera crescita sul 2019 (il 2020 in piena pandemia non stato preso in considerazione) ma non certo un boom, ad appena 1.900 stando ai dati forniti dal MIMS ed elaborati da UNRAE.

Stavolta, la perdita è stata piuttosto omogenea in tutte le sotto-categorie, iniziando da quella trainante, ossia i veicoli sopra le 16 t, che hanno spuntato un passivo quasi in linea con quello generale evidenziando come le difficoltà generali del comparto automotive, tra crisi produttiva e aumento dei costi, carburante in testa, malgrado le misure di attenuazione adottate dal governo si facciano sentire.

I dati

Complessivamente, il mercato dei veicoli industriali ha lasciato sul campo ben 700 unità rispetto allo scorso aprile 2021. Come accennato, il sacrificio maggiore ha toccato il settore numericamente più rilevante, quello oltre le 16 t, che ne ha perse ben 560.

Dall'inizio dell'anno, il calo complessivo, che a marzo era limitato al -1,9% sempre grazie ai buoni risultati di gennaio, è arrivato al -9,7% con 8.564 unità contro circa 9.400.

MTT

APRILE 2021

APRILE 2022

VARIAZIONE %

> 3,5 t

2.599

1.900

-26,2

da 3,51 a 6 t

72

55

-23,6

da 6,01 a 15,99 t

367

245

-33,2

=> 16 t

2.160

1.600

-25,9

Infografica UNRAE mercato Camion aprile 2022

Dall'incentivo al disincentivo

Nella breve nota che accompagna l'analisi dei dati l'UNRAE, l'associazione dei rappresentanti delle Case estere, valuta inefficaci le misure di sostegno varate finora nel mantenere la domanda su livelli sufficienti a garantire un andamento costante del mercato e un ricambio efficace. Il presidente della sezione Veicoli Industriali Paolo Starace ha infatti dichiarato:

“E’ evidente che i sostegni al settore dell’autotrasporto stiano perdendo di efficacia. Nonostante gli impegni profusi dal Governo nel fornire risposte concrete al comparto, danno ossigeno nel breve periodo ma non contribuiscono a sostenere la domanda di veicoli nuovi nel medio-lungo termine, a discapito della transizione ecologica e della sicurezza stradale”.

Non soltanto: lo stesso Starace invoca addirittura misure più dirette per scoraggiare l'utilizzo dei veicoli più datati e forzare la mano al ricambio come gli incentivi evidentemente non riescono a fare, aumentando gli oneri per chi inquina di più come si sta già valutando di fare a livello europeo

“E’ paradossale chiedere ai Costruttori di veicoli industriali di raggiungere obiettivi di decarbonizzazione, attraverso lo sviluppo di mezzi sempre più sicuri ed eco-compatibili, consentendo al tempo stesso che circolino sulle nostre strade veicoli con un’anzianità media di oltre 14 anni”

Qui potete scaricare l'Osservatorio completo sul mercato dei camion in Italia nel 2021  

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