Il risultato delle vendite di marzo, che ha visto il settore degli LCV chiudere al -8,6% sul 2021, non è di per sé una sorpresa considerando che alle consegne lente per via della crisi dei componenti si è aggiunta nei mesi scorsi la frenata degli ordini sospesi in attesa degli incentivi.

A proposito di questi, sbloccati soltanto pochi giorni fa, il presidente UNRAE (l'associazione dei rappresentati dei marchi esteri) Miche le Crisci ha espresso apprezzamento per il piano triennale ma anche perplessità sul fatto che siano limitati ai soli van elettrici.

Un errore non includere gli ibridi

Lo stanziamento di 10 milioni di euro per il 2022, 15 per il 2023 e 20 per il 2024 è infatti vincolato all'acquisto di soli LCV 100% elettrici e con contestuale rottamazione. Cosa che se da una parte contribuisce al rinnovo del parco circolante, mette in luce i limiti ancora esistenti nella diffusione della mobilità elettrica.

“Apprezziamo l’accoglimento delle nostre richieste di prevedere sostegni anche per l’acquisto di veicoli commerciali leggeri a zero emissioni, con un orizzonte temporale a tre anni ma, in questo frangente, riteniamo limitante per le politiche di transizione energetica l’obbligo di rottamazione come condizione per ottenere l’incentivo e l'esclusione dai sostegni dei veicoli elettrificati ibridi e plug-in.

Per la massima resa degli stessi bisogna comunque velocizzare il lavoro sul tema delle infrastrutture, predisponendo rapidamente un piano di sviluppo delle colonnine di ricarica dei veicoli elettrici e prevedendo sgravi fiscali per l’installazione da parte dei privati, e occorre prorogare fino al 2024, con un incremento dal 6% al 12%, il credito d’imposta per i veicoli commerciali”.

Il mercato nel dettaglio

Le immatricolazioni di veicoli commerciali fino a 3,5 t a marzo hanno toccato quota 16.585 unità contro le 18.149 del marzo 2021, che per la cronaca era ovviamente in netta crescita rispetto al 2020 (congelato dal lockdown) ma in lieve ripresa sul 2019. I dati del trimestre sono invece negativi rispetto al 2021, perché dopo l'avvio positivo di marzo siamo al secondo mese consecutivo di calo con un totale che sfiora appena le 44.000 immatricolazioni e dunque oltre 2.000 unità in meno.

Infografica Unrae Mercato Furgoni 2022 e Gennaio-Marzo 2022

Bene il noleggio, ma soltanto a lungo termine

L'analisi della struttura del mercato, limitata al solo primo bimestre, mostra numeri in crescita soltanto per il settore del noleggio a lungo termine che malgrado il passivo (a febbraio limitato ad appena il 2,4%) ha guadagnato oltre 2.500 unità passando a 8.600, con una crescita del 45% e una quota di mercato salita dal 21,1% del 2021 al 31,6%.

Quanto alle alimentazioni, sempre nel bimestre il passivo maggiore lo hanno fatto registrare i diesel, con un -14% che però tradotto in volumi significa quasi 4.000 unità in meno (da 24.349 a 20.744), mentre sono cresciuti benzina (da 934 a oltre 1.600 unità e +75%) e più limitatamente GPL, ibridi ed elettrici. 

 Per i modelli a sola batteria, infatti, l'incremento è stato del 46%, a fronte di 335 unità contro le 229 dei primi due mesi 2021. Anche qui, tuttavia, pesa l'attesa per gli incentivi che ora si scoprono addirittura totalmente concentrati sull'alimentazione a sola batteria e genereranno incrementi più massicci nei prossimi mesi contestualmente a un'offerta che continua ad aumentare.

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