La necessità di ridurre le emissioni di gas serra e in generale l'impatto ambientale delle proprie attività è un obiettivo comune, ma sul come arrivarci gli orientamenti sono molto diversi, specie in questo periodo che vede le aziende impegnate a definire le strategie a breve e medio termine per accelerare la decarbonizzazione. 

Nel mondo del trasporto pesante, oggi le opinioni sono divise tra chi punta su un'evoluzione dei sistemi tradizionali, ossia su motori alimentati con biogas e carburanti sintetici ricavati da fonti sostenibili, e chi invece crede che l'elettrificazione possa essere la soluzione finale anche per gli impegni più gravosi. Tra questi ultimi c'è MAN, che ha recentemente aderito al programma Science Based Target Initiative per fissare obiettivi di sostenibilità nell'ambito di una strategia in cui l'elettrico avrà un ruolo-chiave.

Traguardi realistici

La scelta di aderire al programma SBTi è dettata dalla necessità di fissare obiettivi concreti e raggiungibili nell'ambito della strategia aziendale “NewMAN” che ha come fine il contributo al contrasto della crisi climatica. Iniziando con i gas serra, dunque con la CO2 emessa tanto dai veicoli quanto dalle attività produttive e logistiche e dalle catene di approvvigionamento, fornitori inclusi.

SBTi è la partnership tra CDP (Carbon Disclosure Project), Global Compact delle Nazioni Unite, World Resources Institute (WRI) e World Wide Fund for Nature (WWF). Il suo scopo è aiutare le aziende a fissare obiettivi in linea con l’Accordo di Parigi sul clima, adottato dalle Nazioni Unite nel 2015 per adottare misure atte a contenere il riscaldamento globale entro meno di 2°C rispetto ai livelli preindustriali.

La lotta ai gas serra è particolarmente sentita nel modo del trasporto, che secondo l’Agenzia
Europea dell’Ambiente EEA produce poco meno del 30% delle emissioni nocive e climalteranti, un terzo delle quali si devono al trasporto commerciale su strada. Secondo MAN, a poco premiata con il riconoscimento Sustainable of the Year 2022 per TGX ben il 95% di queste emissioni sono generate dall'utilizzo dei veicoli, quindi l'evoluzione dei prodotti è fondamentale molto più della revisione dei processi industriali.

Tuttavia, le soluzioni devono essere sostenibili anche economicamente, come ha ricordato Fabian Heidinger, responsabile del programma di decarbonizzazione di MAN: “In qualità di produttore di veicoli commerciali, abbiamo le leve necessarie per rendere i trasporti più rispettosi del clima, fornendo ai nostri clienti soluzioni di trasporto economiche ed efficienti, basate su fonti di energia a basse emissioni. Protezione del clima e la sostenibilità aprono nuove prospettive e aree di business per noi”.

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Elettrico in primo piano

Se il rimo puto della lista è abbattere le emissioni sulla strada, ecco che l'elettrico diventa logicamente la risposta ideale, da rendere però davvero accessibile e praticabile. In questo senso MAN chiama in causa lo studio di fattibilità Fraunhofer ISI, commissionato da Transport & Environment e incentrato sull’elettrificazione della distribuzione merci regionale basato su dati non teorici.

Lo studio ha utilizzato come modello di studio la logistica del Gruppo REWE che opera nell’area Nord-­orientale della Germania, e determinanndo che ad oggi quasi il 60% della flotta REWE potrebbe essere elettrificata ottenendo almeno per 2/3 di questa quota significativi
vantaggi economici.

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Secondo il professor Patrick Plötz ha condotto lo studio di fattibilità presso il Fraunhofer ISI: “L'analisi dei 9.500 viaggi dei camion in più di 540 punti logistici mostra chiaramente che le gamme di elettrici attualmente disponibili sono già oggi sufficienti per gestire tutte le tratte prese in esame e quasi la metà dei viaggi regionali. Tuttavia resta invece una sfida per i pesanti oltre le 26 tonnellate con viaggi giornalieri molto lunghi".

Più lapidaria Ekaterina Boening, project manager dello studio di fattibilità presso T&E
Germany, che nel riassumere i risultati ha dichiarato: “L’elettrificazione del trasporto merci su
strada è possibile e promette vantaggi economici per le aziende. Il prossimo governo federale non deve essere distratto da pseudo-­soluzioni comei biocarburanti, e-­fuel o camion a gas, perché sarebbe uno spreco di tempo e denaro”.

Naturalmente occorre un impegno collettivo che coinvolga istituzioni e fornitori di energia, perché il nodo cruciale resta quello delle infrastrutture di ricarica: entro il 2025 sarebbe necessario poter disporre di una rete di ricarica lungo le autostrade, con una capacità da 700 a 1.000 kW. Un obiettivo per cui molti costruttori, tra cui la stessa MAN, hanno già unito le forze. Poi occorreranno interventi normativi per dare, ad esempio, un accesso preferenziale ai camion a emissioni zero nelle città, e sostegni economici alla transizione elettrica.

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