Dopo la sperimentazione avviata nel 2009 grazie alla collaborazione tra le istituzioni e l'Anfia, l'associazione della filiera automotive, è finalmente stato approvato il Decreto Infrastrutture che comprende l'aumento della lunghezza-limite per autoarticolati e autosnodati dai precedenti 16,5 metri fino a 18 metri.

La modifica è contenuta nel Decreto Legge n°121 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 settembre scorso e contiene anche altre revisioni ai limiti di sagoma per veicoli da trasporto pubblico nonché modifiche ad altre norme riguardanti la circolazione.

Come cambia il testo

Nello specifico, il DL modifica una serie di norme del Nuovo Codice della Strada, ovvero il DL 30 aprile 1992 n. 285. Tra queste l'articolo 61 Comma 2, che definisce la lunghezza massima di autoarticolati e autosnodati, e che da questo momento recita nel primo paragrafo:

"Gli autoarticolati e gli autosnodati non devono eccedere la lunghezza totale, compresi gli organi di traino, di 18 m, sempre che siano rispettati gli altri limiti stabiliti nel regolamento"

Inoltre, è stato aggiunto un Comma 2 Bis che consente di estendere anche la lunghezza dei veicoli per il trasporto pubblico in aree preventivamente autorizzate:

"Gli autosnodati e i filosnodati destinati a sistemi di trasporto rapido di massa possono raggiungere la lunghezza massima di 24 m su itinerari in corsia riservata autorizzati dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.»

Più carico, meno inquinamento

Entrambe le modifiche seguono la stessa filosofia, che mira a ridurre traffico e inquinamento aumentando la capacità di carico dei veicoli e dunque riducendo il numero di tratte da percorrere per ottenere lo stesso risultato in termini di merci o persone trasportate.

Nel secondo caso l'applicazione pratica del principio è più complessa, perché presuppone una riduzione della frequenza del servizio nelle tratte più sfruttate compensata da una maggiore capienza dei mezzi, ed è comunque vincolata a percorsi in cui sia  possibile consentire la circolazione di mezzi extra-large, prevalentemente periferie e zone urbane ad alto scorrimento.

Molto più immediata nella sua efficacia invece l'applicazione al trasporto commerciale, come del resto già ampiamente dimostrato dalle sperimentazioni di cui accennato all'inizio che in questi anni son ostate condotte da molte aziende, tra cui SMET e Unitrans, aderenti al Progetto Diciotto, con una prima flotta di 30 autoarticolati da 18 metri in circolazione dal 2009 a cui nel tempo se ne sono aggiunti altri 300.

Il progetto aveva lo scopo di confermare i benefici in termini di efficienza dei trasporti e risparmio energetico e di emissioni dei mezzi a lunghezza aumentata e contestualmente l'assenza di particolari controindicazioni nella circolazione. Un autoarticolato da 18 metri ha infatti la capacità di caricare fino a 37 europallets contro i 33 dei rimorchi standard, che all'atto pratico significherebbe risparmiare all'incirca un viaggio ogni 8.

L'iniziativa si ricollega a quella dei Gigaliner, gli autotreni a doppio rimorchio, in corso di sperimentazione in altri Paesi Europei come Spagna e Germania già da qualche anno.

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