Ci sarebbero certamente mezzi più moderni e attrezzati per muoversi nella natura selvaggia, ma il rapporto che lega il fotografo William Woodward al suo Volkswagen T3 Westfalia soprannominato "Ruby", è di quelli che non si barattano per qualche comfort e una manciata di CV in più.

Con il suo Vanagon, come era chiamata la versione più ricca e aggiornata del T3 venduto negli Usa, moto apprezzata nelle versioni camperizzate come questa, l'artista ha infatti iniziato e portato avanti la sua attuale carriera professionale.

Colpo di fulmine

Specializzato in viaggi avventurosi e iniziative pubblicitarie, Woodward ha intrapreso questa attività 6 anni fa iniziando un viaggio che lo ha portato a spostarsi senza sosta dai boschi del Montana ai canyon dello Utah, dai deserti alle coline rocciose fino alle montagne al confine con il Canada a caccia di momenti unici, scorci e immagini particolari. 

Ex ingegnere meccanico dell'Illinois, ha acquistato il Vanagon nel tardo 2014 da un tatuatore che lo utilizzava per andare a fare surf sulle coste dell'Oregon insieme a suo figlio e che in ragione del colore marrone lo aveva appunto battezzato Ruby. Proprio il modello di libertà ispirato dal mezzo gli ha fatto scattare la molla che lo ha portato a cambiare radicalmente vita scegliendo di diventare un fotografo freelance e inseguire l'avventura.

Il Volkswagen T3 Vanagon 1990 di William Woodward

Qualche modifica et voilà

Dal momento dell'acquisto a oggi, il Vanagon è stato sottoposto a diversi adattamenti per essere meglio preparato ad affrontare gli ambienti in cui William si è voluto spingere. Gli interni sono stati ricostruiti per intero e attrezzati di tutto punto con frigorifero da 12 volt, lavello e fornello e posti a sedere interni aggiuntivi per gli amici. Anche il tetto è stato successivamente modificato con l'installazione di una copertura rialzata. Inoltre, "Ruby" è stato equipaggiato con fari a LED e proiettori di profondità.

Ad aiutarlo in questo lavoro, suo padre e sua madre, esperto falegname il primo, sarta la seconda, che a quanto lui stesso dice: "Mi hanno aiutato a farlo sembrare più una casa su ruote che un van, e renderlo parte della nostra famiglia"

Aggiunge poi che "I Vanagon sono costruiti in un modo che li rende molto più capaci di quanto ti aspetteresti e stupisce continuamente le persone per la sua capacità di entrare in alcuni dei luoghi più remoti in cui vado a scattare fotografie e trascorrere il mio tempo". In effetti, a distanza di oltre 30 anni ancora oggi questi mezzi fanno spesso capolino a sostegno delle più disparate iniziative.

Non è tutto. L'esperienza con il furgoncino Volkswagen lo ha anche fatto entrare nella comunità dei possessori e appassionati di questi veicoli, dove ha scoperto un altro mondo di cui si è innamorato. "Quando ho comprato Ruby, non capivo davvero che mi stavo unendo a una community, ma quando possiedi un Vanagon, diventi immediatamente parte di un'altra grande famiglia. Alcuni dei migliori amici che ho oggi li ho incontrati attraverso il mondo Volkswagen".

Gallery: Volkswagen T3 Vanagon, il mito che non tramonta