Nella fabbrica del marchio Britannico Vauxhall, gli operai in isolamento per contagi da Covid fanno ridurre di un turno la produzione

Nel Regno Unito che sta affrontando una ondata abbastanza consistente di infezioni da Covid-19 torna lo spettro delle chiusure aziendali nel settore automotive. L’ultima non buona notizia arriva da Stellantis che lunedì 19 luglio ha dichiarato, si legge su Automotive News, che fermerà temporaneamente un turno nella sua fabbrica di furgoni Vauxhall a Luton, in Inghilterra, a causa del gran numero di lavoratori che si isolano per fermare la diffusione del virus.

"La sicurezza del nostro personale è della massima priorità per Stellantis", ha affermato la società in una nota. "Al fine di proteggere i nostri team, il nostro stabilimento di Luton passerà da tre a due turni per la durata di questa settimana", ha concluso Stellantis.

Salva dalla fusione, ma non dal coronavirus

La fabbrica, recentemente, è stata anche la centro delle cronache dopo che Carlos Tavares, CEO di Stellantis ne aveva annunciato la "salvezza". Il sito inglese che ora produce furgoni Opel/Vauxhall Vivaro, Peugeot Expert e Citroen Dispatch (da noi Jumpy), si itrasformerà progressivamente in un polo per la realizzazione di questi modelli elettrici e a idrogeno.

La decisione di ridurre i turni di Stellantis segue quella di Nissan riguardo il sito di Sunderland, il più grande del Regno Unito, che ha tagliato drasticamente la produzione a causa dell'autoisolamento del personale.

Opel Vivaro-e

A rischio anche le altre attività economiche

La casa automobilistica giapponese è stata, infatti costretta a mandare a casa interi team e annullare diversi turni, costando alla fabbrica centinaia di auto in termini di produttività persa, questo secondo quanto riportato da Bloomberg all'inizio di questo mese.

Non va meglio per altre attività economiche visto che, sempre lunedì, le ferrovie, i supermercati e i pub inglesi hanno avvertito il governo che un'app di tracciamento del delle infezioni da COVID-19, (una sorta di Immuni) ha invitato centinaia di migliaia di lavoratori a isolarsi e che tale comportamento stava distruggendo la ripresa economica del paese e spingendo le catene di approvvigionamento sull'orlo del collasso.