I dati diffusi lo scorso 12 marzo dall'ACEA, l'Associazione Europea dei Costruttori Automotive, circa le immatricolazioni di autocarri a livello continentale confermano che anche nel 2020 il gasolio è rimasto padrone assoluto del mercato, con il 96,4% del totale. La vera notizia tuttavia non è ovviamente questa, piuttosto scontata, quando la lenta ma costante crescita delle principali alternative, in particolare il gas naturale.

Le immatricolazioni di veicoli alimentati a LNG rappresentano infatti la quasi totalità della quota rimanente, che divide con benzina, ibridi ed elettrici. Per questi ultimi la quota è di appena lo 0,5%, ma con un dato in crescita del 42% grazie alle 1.059 unità vendute contro le 745 del 2019. E a fronte di volumi totali che nell'anno del CoViD-19 sono crollati del 25%, fermandosi a 226.150 unità. 

Elettrificazione disomogenea

Se i risultati dei camion a batteria sono dunque da considerarsi positivi, va però osservato che la loro diffusone rimane circoscritta a pochi Paesi: Oltre il 90% di tutti i camion elettrici immatricolati sono infatti stati venduti in appena tre mercati, con la Germania (852 unità) in prima linea seguita un po' a sorpresa da Romania (76 unità) e Paesi Bassi (41 unità), mentre in ben 12 Paesi si registrano 0 vendite di cosiddetti BEV (Battery Electric Vehicle) o ECV (Electric Charging Vehicle) che dir si voglia. 

Più modesti, anche per la scarsa domanda, i dati relativi ai modelli ibridi, che hanno sì visto la domanda aumentare del 31,5% ma che tradotto in volumi significa appena 351 unità, dato evidentemente modesto con una quota circoscritta ad appena lo 0,1%.

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Bene il gas naturale

Diversa la prospettiva per i carburanti alternativi: il gas naturale in particolare, che rappresenta il 99% di questo particolare settore, ha visto una crescita del 5,8% con un volume che però ammonta a ben 6.861 unità, e soprattutto una quota di mercato in espansione dal 2,1% del 2019 al 2,9% del 2020.

Anche qui a guidare la crescita sono le vendite in Germania, che ora è il più grande mercato dell'UE per questi veicoli e ha visto le alimentazioni alternative passare da poco meno di 1.100 unità a oltre 1.600. L'opposto di quanto accaduto in Italia, dove malgrado gli importanti rinnovamenti di alcune flotte, il pesante stop dovuto in buona parte al lockdown primaverile ha fatto crollare le vendite a 1055 unità, oltre 400 meno del 2019.

I dati e le tabelle relative a ciascun Paese sono consultabili sul sito di ACEA a questo link.

 

 

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