Da lunedì 1 marzo 2020 la Sardegna e le isole Tremiti potrebbero essere ancora più difficili da raggiungere per uomini e merci. A mezzanotte del 28 febbraio scade, infatti, la proroga della convenzione fra lo Stato e la compagnia di navigazione Tirrenia che attraverso tariffe calmierate garantiva la continuità territoriale.

Attualmente la Compagnia copre, in convenzione ,le tratte Civitavecchia-Cagliari, Cagliari-Palermo, Cagliari-Napoli, Genova-Olbia e Termoli-Tremiti. Finora non è stata decisa alcuna proroga della convenzione e, molto probabilmente, lo Stato deciderà per il rinnovo a Tirrenia, vista la sua situazione debitoria.

Si stanno aprendo i bandi

L’Ansa riporta che sono, dunque in corso procedure per aprire un bando sia sulla Civitavecchia-Cagliari sia sulla Termoli Tremiti. Un bando che dvrebbe scadere il 20 aprile, mentre per la tratta Civitavecchia-Olbia le proposte sarebbero da presentate entro il prossimo 12 marzo. in entrambi i casi non si tratta comunque di soluzioni a brevissimo termine.

Il problema principale non, sta ovviamente nella possibilità di raggiungere le isole in questione , cosa che in teoria dovrebbe essere possibile, ma nella tariffa che verrà applicata per farlo. In assenza di convenzione, infatti, ogni vettore è libero di applicare i costi che vuole. Questo significa sopratutto incertezza e probabile aumento delle tariffe di trasporto. 

Incertezza delle tariffe

Dal 1° marzo, dunque niente navi con tariffe di passaggio garantite così come nessuna certezza se una nave salperà o meno da e per la Sardegna o per le Tremiti. Nessun autotrasportatore avrà poi la sicurezza di costi e questo si traduce nel non poter applicare la tariffa migliore alla sua clientela senza contare che, se le compagnie che coprono le tratte non ritenessero più conveniente farlo si rischia che queste vengano lasciate libere. 

Se consideriamo che per mare lo scorso anno hanno viaggiato circa 14 milioni di merci il problema non è da  sottovalutare. Ed è per questo che tutte le parti sociali e le associazioni di categoria fra cui Confartigianato trasporti hanno chiesto un immediato intervento al neo ministro Giovannini.