Bene i veicoli oltre le 7,5 tonnellate e anche i più pesanti, ma per tornare ai livelli del 2019 servono almeno due anni

Il mercato dei camion inizia l’annno in ripresa facendo segnare un +9,5% rispetto all’ stesso mese del 2020, questo sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, elaborati dal Centro Studi UNRAE.

Un segnale positivo, ma che non deve illudere visto che, sempre secondo UNRAE, ci vorranno almeno due anni di crescita sostenuta per tornare ailivelli di mercato del 2019

Il mercato dei pesanti è così diviso

  • Veicoli con massa totale da 3,51 t a 6 t -9,1% (40 unità immatricolate contro 44)
  • Veicoli con massa totale da 6,01 t a 15,99 t +4,5% (280 unità immatricolate contro 268)
  • Veicoli con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 t +10,7% (2.010 unità immatricolate verso 1.815).
Infografica mercato camion Gennaio 2021  

Bene per UNRAE, ma la meta è lontana

Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE commenta come il primo mese del 2019 sembra confermare l’andamento positivo registrato già a partire dal luglio dello scorso anno.

Tanto che considerando il momento di generale incertezza sociale ed economiche l’UNRAE stima per il 2021 un mercato in crescita del 9%. Per un ritorno ai livelli pre-COVID (il 2019) dovremmo comunque attendere il secondo semestre 2022. 

Struttura mercato Camion Gennaio 2021

Tenere i contributi e puntare sulle alternative

Con questo obbiettivo, Starace indica che se si vuole rilanciare davvero il settore anche in un senso di maggiore sostenibilità ambientale e sicurezza stradale si dovranno rendere strutturali i contributi per gli investimenti nell’autotrasporto, rivedendo, in modo più realistico, le quote di finanziamento per le diverse categorie e tipologie di alimentazione disponibili sul mercato.

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Il focus dovrà essere necessariamente essere quello di puntare all rinnovo del parco circolante incentivando l’acquisto di veicoli ad alimentazione alternativa al gasolio che oggi rappresentano solo il 5,6% di quota mercato, contribuendo anche allo sviluppo di un rete infrastrutturale adeguata a sostenerne l’utilizzo e a sostenere la transizione del Paese verso "emissioni zero".