A gennaio arriveranno 3,4 milioni vaccini Pfizer da conservare a -80° C. L'italia è pronta per gestire questi e i successivi?

La buona notizia è che sembra che il vaccino contro il CoVid-19 sia un realtà concreta, ma a questo punto si apre un nuovo complesso scenario nella lotta al virus: quello della logistica per la distribuzione di questo vaccino.

Uno scenario che viene reso complicato da due principali variabili. La prima è la quantità di dosi che dovranno arriverai punti di distribuzione nel minor tempo possibile. L’altra sono le condizioni di trasporto visto che i primi vaccini che arriveranno (3,7 milioni) sono quelli Pfizer che devono essere conservati (e viaggiare) a -80° C prima della somministrazione.

Tutto nelle mani del Governo e di Arcuri

In Italia la responsabilità della distribuzione del vaccino è stata affidato al commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus Domenico Arcuri che in questi giorni sta stilando un piano che coinvolge le regioni e gli ospedali che, sulla base del piano, dovrebbero essere i primissimi punti di somministrazione.

Per il trasporto a -80° la Pfizer ha già reso disponibili i contenitori si tratta di borse di conservazione capaci di mantenere a temperatura costante, per 15 giorni, un massimo di 5 scatole da 975 dosi (ogni fiala 5 dosi) ciascuna. Per conservazioni fino a 6 mesi occorrono celle frigorifere da -75° (+/- 15°), mentre una volta tolto dal freddo il vaccino si conserva 6 ore.

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Bene, ma gli addetti ai lavori sono coinvolti?

Quello che però ha messo un po’ in allarme il mondo degli addetti ai lavori della logistica è il fatto che finora dal Governo e dal Commissario straordinario non si sia fatto ancora aventi nessuno per chiedere la fattibilità di un logistica così capillare. Nell’intervista pubblicata in copertina ci siamo fatti spiegare da Massimo Marciani del Freight Leaders Council quali siano le criticità di un simile trasporto.

Dalle dichiarazioni del vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè si apprende, come l’Italia possa trovarsi impreparata se non si attiva subito un tavolo con il mondo della logistica. Secondo Uggè, per esempio "In Italia oggi nessun aeroporto può gestire prodotti a -75°. Inoltre, bisogna attrezzarsi con mezzi su gomma idonei a quelle temperature sia per i lunghi tragitti, sia, nella fase successiva, per l’ultimo miglio. Una soluzione sicuramente ci sarà. Ma vogliamo trovarla tutti insieme?”.

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Confetra chiede un tavolo di confronto

Della stessa opinione, anche se più possibilista, Ivano Russo il direttore generale di Confetra (la Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) che identifica nella distribuzione dei vaccini un sfida impegnativa e importante per tutto il comparto. Sopratutto per le diverse tipologie di preparati e le relative diversità di conservazione e trasporto.

"L’italia è il secondo paese al mondo per esportazione di preparazioni biomediche e di conseguenza abbiamo il know-how per affrontare anche questo tipo di trasporti ma dobbiamo essere preparati". Così Russo è intervenuto a Sky-TG24. Anche per questo Confetra, ha già pronto un position paper da presentare al Governo e il prossimi 24 e 25 novembre è stata convocata assieme con altre associazioni di categoria all’audizione presso la Commissione Trasporti della Camera proprio per discutere di questo.