Il Parlamento Europeo ha votato la riforma che fissa regole chiare sui riposi degli autisti e contrasta la concorrenza sleale

Approvato ed esecutivo a partire dal prossimo mese di agosto per quanto riguarda la parte sui nuovi obblighi circa i tempi di riposo degli autisti, il Pacchetto Mobilità è finalmente legge. Si tratta delle più importante riforma del trasporto a livello europeo degli ultimi anni.

Il povvedimento fissa finalmente regole certe e non interpretabili sulla gestione degli orari e, appunto dei riposi degli autotrasportatori, ma non soltanto. L'iter ha avuto due tappe precedenti: una prima approvazione dei contenuti definitivi da parte di Commissione, Consiglio e Parlamento Europeo lo scorso dicembre e l'ok della Commissione trasporti, arrivata a giugno.

Un successo anche per l'Italia

Soddisfazione è stata espressa dal Ministero delle Infrastrutture e Trasporti con una nota in cui la ministra De Micheli ha definito la misura "un successo per l’Unione europea e anche per l’Italia, che ha visto accolte le priorità rappresentate nel corso del negoziato durato tre anni: certezza delle norme, loro controllabilità, strumenti di controllo, tutela delle condizioni dei lavoratori, criteri certi per le condizioni di accesso al mercato e alla professione, regolamentazione delle attività di  cabotaggio".

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Cosa prevede

Nel dettaglio, la nuova legge fissa regole certe e non aggirabili sui riposi, garantendo una miglior qualità della vita ai trasportatori su strada, infatti, già da agosto le aziende dovranno organizzare i loro orari in modo che gli autisti di linea internazionale di merci possano tornare a casa a intervalli regolari, ovvero ogni tre o quattro settimane a seconda dell'orario di lavoro.

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Il periodo di riposo obbligatorio alla fine della settimana, noto come riposo settimanale regolare, da agosto non potrà inoltre trascorso sui mezzi e nel caso l'autista si trovasse a doverlo passare lontano da casa, toccherà all'azienda pagare le spese di alloggio. Per vigilare sul corretto rispetto delle norme, il pacchetto stabilisce l'utilizzo del tachigrafo, che andrà montato anche sui mezzi oltre le 2,5 tonnellate usati in tratte internazionali, per registrare i passaggi di frontiera al fine di contrastare le frodi.

Una stretta sul cabotaggio

Anche sul cabotaggio, vale a dire il trasporto di merci effettuato da trasportatori non residenti su base temporanea in uno Stato membro ospitante, sono fissate nuove norme di controllo. I limiti rimangono gli stessi, tre operazioni entro sette giorni, dopo i quali è introdotto l'obbligo di una "pausa" di quattro giorni prima che un nuovo ciclo di operazioni di cabotaggio possa essere eseguito nello stesso paese con lo stesso veicolo.

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Inoltre, diventa obbligatorio che le imprese di autotrasporto svolgano attività sostanziali nello Stato membro in cui sono registrate, per evitare il fenomeno delle aziende "fantasma" che operano in realtà esclusivamente o quasi in territorio estero. I camion dovranno poi rientrare al centro operativo della compagnia almeno ogni otto settimane. Le regole sul distacco e sul rientro dei mezzi saranno però esecutive solo tra 18 mesi, ovvero dal 2022.