È vero che il trasporto non si ferma, ma è anche vero che a tenerlo in piedi sono soprattutto il comparto alimentare e sanitario

Tutti (o quasi) fermi, tranne i camion. Questa frase è diventata quasi un mantra in questi ultimi tempi. A sottolineare come il comparto dell'autotrasporto e della logistica sia stato fondamentale per l'approvvigionamento di beni necessari a mantenere il paese "vivo". Un comparto che, già provato da problemi strutturali prima della crisi, ha affrontato, senza drammi, l'ennesima prova data dal Coronavirus, ma che ora sta veramente segnando il passo.

Già perché non ci dobbiamo dimenticare che oltre agli alimenti, ai detersivi e ai presidi sanitari, su gomma (ma anche in treno, in aereo e in nave) viaggiano molte altre merci, circa il 90% di quelle che vengo utilizzate in Italia. E se, da un lato ci sono trasportatori che lavorano, dall'altro ve ne sono altri che rimangono a casa. Senza poi contare i corrieri che subiscono un sovraccarico in fase di consegna, ma tornano quasi sempre vuoti e quindi vivono una situazione economicamente sbilanciata.

Servono liquidità e sostegno

Di questo e di futuro abbiamo parlato con l'amico e collega Massimo De Donato, direttore della rivista TIR, houseorgan dell'Albo Nazionale degli Autotrasportatori e profondo conoscitore delle problematiche del settore. "L'emergenza Coronavirus, si è innestata in una situazione già abbastanza complessa - ha detto De Donato -  e il fatto che solo alcuni dei comparti dell'autotrasporto continuino a lavorare decentemente non significa che il settore sia al riparo dalla crisi".