Nella serata del 25 marzo l'annuncio di un possibile accordo fra le parti in contrasto. Misure economiche di sostegno e self aperti

Si allontana lo spettro dello sciopero dei benzinai anche se non è c’è una conferma ufficiale che non vi sarà, anche se del resto non era stato annunciato ufficialmente nessun fermo delle attività.

L’incontro virtuale in conference call fra il ministro dello Sviluppo Economico Patuanelli, la ministra dei Trasporti Paola de Micheli e le rappresentanze dei gestori dei distributori di carburante ha dato dunque esiti positivi.

L'impegno del Governo nella mediazione

Il governo conferma, infatti, la sua massima attenzione alle problematiche sollevate dai gestori riconoscendo da un lato l’essenzialità del servizio che essi erogano e dall’altro le grandi difficoltà economiche che stanno vivendo per effetto dell’epidemia di Coronavirus Covid-19.

L’impegno del governo si concretezza nella convocazione il prima possibile da parte del Ministro Patuanelli di un tavolo di confronto tecnico interministeriale fra il MISE, il ministero dei Trasporti, quello di Economia e Finanza e quello del Lavoro per valutare tutte le misure a sostegno della categoria che possono essere adottate.

Il MIT al lavoro

Contemporaneamente, la ministra Paola de Micheli sta già lavorando per agevolare le intese tra i concessionari e i benzinai. In particolare, come accennato i concessionari autostradali potrebbero sospendere il corrispettivo contrattuale dovuto dai gestori di carburante e gestire la pulizia dei piazzali.

Inoltre, sarà possibile concordare con i concessionari autostradali periodi di apertura alternata, in funzione della dinamica del traffico, salvaguardando comunque il servizio agli utenti e confermando sempre i rifornimenti in modalità self-service.

La risposte dei benzinai

Faib, Fegica e Figisc/Anisa, pur riconoscendo l’impegno ad alto livello da parte del Governo, alla luce della mancanza di soluzioni a breve, confermano il notevole stato di disagio della Categoria e la forte difficoltà a garantire l’attività.

Il panorama in ogni caso è ancora in bilico e sempre secondo le associazioni di categoria a meno di cambi di scenario porterà alla chiusura delle aree di servizio, a partire da quelle autostradali, si troverebbero nell’impossibilità di pagare i dipendenti e i rifornimenti. La situazione con le caratterizzazioni del caso potrebbe poi coinvolgere in seguito anche la rete ordinaria. L’invito dunque è a fare presto.