Per mantenere la distanza di sicurezza un'alternativa è far recapitare il pacchi nella propria auto. Vediamo come

In questo momento particolare si assiste, da un lato, alla crescita esponenziale del commercio online e dall’altro lato delle richieste di sicurezza, legittime, per autisti o corrieri. In un documento del ministero dei Trasporti sono state stilate le linee guida principali per regolamentare il trasporto delle merci in tempo di coronavirus. Fra queste anche la possibilità data ai corrieri di lasciare i pacchi fuori della porta di casa, evitare la firma da parte del destinatario, mantenere insomma le istanze di sicurezza.

Ma se, invece, i pacchi ce li facessimo recapitare in auto? Potrebbe essere oggi il momento giusto di applicare alcune di quelle tecnologie sperimentate già da qualche, giudicate un po’ troppo estreme, e forse per questo non sviluppate in maniera diffusa, attraverso le quali il corriere, e solo lui, ha la possibilità di aprire il bagagliaio dell’auto per depositare il pacco, recuperato, in un secondo momento, dal destinatario/proprietario. Volvo Cars, Smart e il Gruppo Volkswagen con Skoda sono state le più attive in questo senso.

In-car Delivery by Volvo

Il sistema studiato da Volvo Cars si chiama In-car Delivery, e funziona solo con i modelli Volvo. Amazon lo ha già implementato negli USA e in qualche stato europeo (Svezia per prima), ma funziona anche per altri operatori postali. Il sistema è semplice.

Il cliente ordina e la Società ottiene un particolare codice digitale per una singola apertura del vano bagagli e anziché l'indirizzo di casa, il cliente deve indicare dove ha lasciato la propria vettura.

Oltre a possedere una vettura Volvo è necessario che i clienti abbiano anche sottoscritto un abbonamento a Volvo on Call. Una volta effettuata la consegna, il cliente riceve un messaggio dal corriere.

Gallery: Volvo In-Car Delivery

Skoda DigiLab

Più o meno lo stesso sistema è quello studiato da Skoda DigiLab. Bisogna acconsentire alla consegna tramite un’app per smartphone. A ordine confermato, il corriere può vedere come indirizzo di consegna la posizione GPS dell’auto e la targa.

A questo punto, sempre attraverso l’App, il corriere potrà accedere una sola volta al vano bagagli e per un periodo di tempo limitato: posizionerà il pacco e richiuderà l’auto (sempre tramite l’app). Il cliente riceverà la notifica dell’avvenuta consegna. Il tutto reso sicuro dalla tecnologia blockchain.

Gallery: Škoda Auto DigiLab

Una Smart come armadietto

Smart, invece, ha addirittura inaugurato una serie speciale per ricevere i pacchi (in senso letterale) in auto la fortwo Ready to drop Edition, un modello particolare equipaggiato con la Connecitvity Box che consente di "gestire" la nuova funzione di consegna e ritiro di colli direttamente nel bagagliaio.

I test sono stati condotti in molte città tedesche e in collaborazione con DHL Paket, una delle società di Deutsche Post. Il sistema funziona grazie alla app sviluppata da smart e dallo smart lab e si fonda sempre sull’autorizzazione temporale all’apertura della vettura.

Gallery: DHL Consegna in Smart

Le Case potrebbero sviluppare altri sistemi

Tutti questi sistemi studiati qualche tempo fa pur restando comunque interessanti e applicati in qualche caso, potrebbero comunque essere, se non superati, affiancati dalle tecnologie più moderne che vedono oggi le auto costantemente online e gestibili anche attraverso le app.

Viene in mente l’assoluta digitalizzazione di Tesla, ma anche altri brand come BMW, Mercedes, Audi, Hyundai, Peugeot, Jeep, Alfa Romeo Nissan o Ford possiedono uno o più modelli in gamma controllabili da smartphone.

Trattandosi nella maggior parte di questioni di software la possibilità di implementare anche un sistema di sicurezza condivisibile con corrieri e postini aprirebbe letteralmente le porte alle consegne Door-to-car.