Immatricolazioni in aumento su base mensile, negative su base bimestrale, sia per i veicoli industriali che quelli pesanti

Le stime provenienti per il mese di febbraio 2020 provenienti dal Centro Studi e Statistiche di UNRAE, l’Associazione delle Case estere, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal MIT (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) mostrano un aumento delle immatricolazioni del 3,6% per i veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5t rispetto a febbraio del 2019 (1.754 unità immatricolate contro 1.693) con un incremento del 4,8% per quelli con massa totale a terra uguale o superiore a 16t.

Su base bimestrale invece i dati non sono altrettanto positivi: infatti il periodo gennaio-febbraio si chiude rispettivamente con un -0,3% (3.873 unità contro le 3.885 del 2019) nel primo caso e un -0,8% nel secondo (3.224 contro le 3.267).

Mercato che sale e resiste

Dopo sette mesi il mercato torna a mostrare segni positivi: era da luglio 2019, infatti, che non si assisteva a una crescita delle immatricolazioni. Ma nessuna illusione, queste percentuali positive non possono essere prese come segni di ripresa, soprattutto in questa situazione di emergenza sanitaria per la quale al momento non si conoscono ancora i tempi.

La situazione generale era caratterizzata da molta incertezza ancora prima, ora ci saranno ulteriori ritardi nel rinnovo del parco circolante che in Italia è è uno dei più vecchi d'Europa, nonostante il coronavirus stia evidenziando la portata e la funzione dell’autotrasporto italiano, un settore che sta garantendo l’approvvigionamento quotidiano delle merci in tutto il Paese.

Comunicato Stampa UNRAE Sezione Veicoli Industriali - Febbraio 2020

Il ruolo dell'autotrasporto

Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, chiede una seria riflessione sul ruolo dell'autotrasporto, non solo perché in questo momento critico riesce a far circolare le merci – non senza un pericolo per gli autotrasportatori – ma per il ruolo che ricopre.

Con la mancanza di una strategia a medio-lungo termine, negli ultimi 12 anni si è assistito a delocalizzazione, accorpamenti tra aziende e la perdita di 135 mila posti di lavoro, escluso l'indotto. Per questi motivi Fenoglio vuole portare l'attenzione sul suo settore anche a emergenza conclusa, adottando misure strutturali che consentano alle Aziende di trovare le condizioni per essere competitive.