L'ultimo decreto del Presidendte del Consiglio lascia aperte le attività di trasporto e commercio online, ma non tutela i trasportatori

L’Italia si ferma per limitare il contagio da Coronavirus, ma non tutta. Già perché i servizi essenziali devono comunque essere garantiti e fra questi gli approvvigionamenti di generi alimentari medicine e presidi sanitari e di tutti i prodotti che rientrano nell’ambito delle necessità primarie. Oltre che il commercio on-line e le consegne a domicilio sono ancora permesse. Quindi il trasporto non si ferma.

In accostamento all’hashtag #iorestoacasa i trasportatori di Trasportounito hanno lanciato lo slogan "io resto… a guidare". Un'esortazione per il settore trasporti a non fermare l’economia e a difendere il proprio Paese. L'associazione invita così le imprese e i loro autisti a sforzarsi per compere tutte le azioni possibili perché il trasporto non si fermi facendo collassare l’economia (e non solo) nel Paese.

Ci vogliono garanzie...

Di contro le associazioni chiedono al governo anche alla luce dell’ultimo decreto che dispone la chiusura della maggior parte degli esercizi commerciali che intervenga ulteriormente per emettere in condizione i trasportatori di lavorare, comunque, e in sicurezza. In questo senso deve essere letto il decreto del ministro dei Trasporti De Micheli che proroga tutte le scadenze delle autorizzazioni alla guida anche temporanee e per le merci pericolose.

...E autogrill aperti h 24

Ma non basta. Servono interventi per la salvaguardia personale e per il sostentamento. Due richieste in particolare: i centri di carico e scarico devono consentire, nell'osservanza delle disposizioni di sicurezza, la discesa dal mezzo del conducente che spesso arriva a destinazione dopo ore ininterrotte di guida; gli stessi centri devono dotarsi e consegnare, qualora il conducente ne fosse sprovvisto, l’apposita mascherina.

 Le aree di servizio in autostrada devono restare aperte 24 ore al giorno, il nuovo decreto dell’11 marzo, infatti, permette agli esercizi commerciali presso autostrade, porti e aeroporti di rimanere comunque aperti, ma comunque fino alle 18.00. Una misura incompatibile con la professione che impone orari e ritmi molto diversi.

Protesta trasportounito

"Non casualmente si chiamano aree di servizio – sottolinea Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – perché garantiscono a chi lavora sulle strade un servizio minimo di garanzie di servizi igienici, ma anche di beni base di sostentamento. Equiparare le aree di servizio in autostrada a pub o a locali della movida rappresenta una delle tante follie alle quali stiamo assistendo”.