Il Ministero dei Trasporti integra il decreto del Presidente del Consiglio: niente stop nelle province a rischio a camion e lavoratori

Poche ore dopo il DPCM 8 marzo 2020 che ha indicato le province interessate dalle limitazioni alla circolazione attuate per contrastare la diffusione del Coronavirus COVID-19, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti ha pubblicato sul proprio sito internet mit.gov.it una nota con cui si precisa che le restrizioni non si applicano alla circolazione delle merci e ai transfrontalieri.

La puntualizzazione segue le prime reazioni a quello che è apparso come un vero e proprio stop alla circolazione in 25 province del nordest e nordovest  più alcune aree del centro dove si sono sviluppati i focolai più consistenti.

Le aree vanno dall'intera regione Lombardia alle province piemontesi di Vercelli, Novara, Asti, Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola, proseguendo in veneto con Padova, Treviso e Venezia, in Emilia Romagna con Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini e nelle Marche con Pesaro-Urbino.

Transfrontalieri

Come recita la nota: "Le limitazioni introdotte oggi non vietano gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro. Pertanto, salvo che siano soggetti a quarantena o che siano risultati positivi al virus, i transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo, inclusa una dichiarazione che potrà essere resa alle forze di polizia in caso di eventuali controlli”.

Coronavirus, niente limiti a merci e transfrontalieri

Trasporto merci

Analogamente, anche per il trasporto delle merci il MIT chiarisce che: “Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. L’attività degli operatori addetti al trasporto è un'esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all'interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.

In mancanza di questi documenti, tuttavia, anche i liberi professionisti dovranno esibire un documento che dichiari la finalità dello spostamento. Per farlo è disponibile un modulo per l'autocertificazione scaricabile dal sito del Ministero della Salute (qui il link) che potrà essere compilato in caso di controlli anche di fronte alle Forze dell'Ordine che potranno fornirlo al momento. In caso di dichiarazione mendace, e per chi si sposti in sospetto o presenza di contagio, sono previste multe fino a 206 euro e da 3 a 12 mesi di detenzione.

Misure antipanico

Anche nell'emergenza, dunque, si cerca nei limiti del possibile di non compromettere la normale attività logistica e commerciale e implicitamente ad evitare inutili corse all'approvvigionamento di generi alimentari o di prima necessità, i cui rifornimenti sono garantiti come più volte ribadito da istituzioni, enti e dalle stesse aziende, anche se si suggerisce di limitare l’afflusso a luoghi affollati come supermercati e centri commerciali alcuni dei quali, come ad esempio l’outlet di Serravalle (AL), ieri sono rimasti chiusi.

 

 

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