Vengono chiamati costi occulti a pagarli è soprattutto l'ambiente considerando complessivamente la crescita mondiale dell'ecommerce

Un vero Venerdì Nero quello che stiamo per affrontare, ma non per la frustrazione di non trovare scontato l’oggetto che stavamo cercando, ma per i "danni" che il giorno più "spendaccione" dell’anno porta all’ambiente e indirettamente anche alle nostre tasche.

In Inghilterra, dove tutto è nato, secondo un dossier del Freight Leaders Council si calcola che nel fine settimana del Black Friday (l’ultimo venerdì di novembre), si mettano in moto circa 82mila furgoni per consegnare circa 8 miliardi di euro di prodotti acquistati. Un super lavoro anche per il corrieri espressi dato che l’80% degli acquisti "in nero" avviene online se considerate che, per esempio, da Amazon parte un veicolo ogni 93 secondi.

Un sovraccarico che porta anche la maggior produzione di rifiuti dell’anno fra imballaggi e rifiuti speciali da smaltire come elettronica e giocattoli in plastica e che alimenta una tendenza pericolosa, quella dell’acquisto compulsivo che si esaurisce in pochi secondi, ma che genera effetti anche per moltissimi anni futuri.

25mila consegne al giorno solo a Roma

E in Italia come siamo messi? Secondo uno studio dell’Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano, nel 2018 il volume di acquisti nei 4 giorni "incriminati" è cresciuto del 35% rispetto al 2017 superando il miliardo di euro e coinvolgendo 20 milioni di italiani.

Il commercio online nel 2019, si stima supererà, in totale, i 31 miliardi per un totale di 38 milioni di consumatori. Il volume totale degli acquisti online sarà circa il 7% del commercio al dettaglio. In termini pratici significa 200 milioni di pacchi 25mila consegne al giorno solo a Roma (Stima FLC).

amazon Fulfillment Center Castel San Giovani Piacenza

Quanto costa all'ambiente l'e-commerce

Premettiamo che Amazon (per citare il principale player di e-commerce) per consegnare sul territorio nazionale utilizza solo la gomma per motivi di risparmio di tempo contando su 4 centri di distribuzione di Castel San Giovanni (Pc), Passo Corese (Ri), Vercelli e Milano e altri otto depositi di smistamento. Quindi già un calcolo a spanne, incrociando, i dati si potrebbe fare.

Calcolare l’effettivo impatto ambientale dell'e-commerce lungo tutta la filiera logistica, però, è una cosa un po’ complessa; come conferma anche lo stesso ministero dei Trasporti.

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Se, per esempio, consideriamo un viaggio dalla Cina al centro di smistamento vediamo che il mezzo più veloce (l’aereo) è quello che in impatta proporzionalmente di più perché trasportando 171 t di merce emette 500 g t/km di CO2. Contro una nave che trasportando 193mila tonnellate di merce ha emissioni di circa 30g t/km.

Più è veloce più "consuma"

Il MIT ha, dunque confermato che l’e-commerce di per sé è meno dispendioso in termini di energia rispetto all’andare a comprare qualcosa fisicamente al negozio, ma il beneficio diminuisce se si sceglie di ridurre drasticamente i tempi di consegna o non si raggruppa la merce in spedizioni uniche e considerando che nel mondo sono circa 100 milioni gli utenti Amazon Prime le emissioni nocive all'ambiente sono destinate all’aumento.

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L'e-commerce è potenzialmente più inquinante del commercio tradizionale

Uno studio pubblicato nel 2017 da Brain & Company spiega l’e-commerce si riveli più inquinante del commercio tradizionale per tre motivi: tendenza e incentivo a ordinare piccole quantità per volta; effettuare ordini multipli di un singolo "paniere" di merce che richiedono più viaggi a causa della localizzazione dei fornitori o dei clienti; aumento dei costi di consegna sotto forma di imballaggi aggiuntivi. In Italia per esempio l’e-commerce consuma il 35% di tutta la plastica prodotta nel nostro Paese.

amazon Prime Now Roma

A questo si aggiunge l'aumento dell’inquinamento dato all’impatto ambientale dei van per l’ultimo miglio: dove il 50% degli acquisti avviene on line, la congestione urbana aumenta del 34% l’inquinamento e i tempi di percorrenza.

In conclusione secondo un ulteriore studio del MIT (Massachusetts Institute of Technology) l’impronta ambientale di un acquirente online è doppia rispetto a quella di un acquirente nel negozio e tripla se si sceglie la consegna rapida. E durante il Black Friday tutto questo aumenta.

amazon Living

Si può migliorare?

Ci sono modi per contrastare tutto ciò? Sicuramente quello di rendere la logistica dell'ultimo miglio a minor impatto ambientale, sia utilizzando veicoli a basse emissioni o elettrici sia ottimizzando le consegne, magari tramite l’utilizzo di lockers o dei negozi di prossimità. Cercare di utilizzare imballaggi riciclabili o limitarne l'uso allo stretto necessario.

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Per quanto riguarda i consumatori, se non strettamente necessario allungare i tempi di consegna, raggruppare gli ordini, scegliere se possibile lo stesso fornitore, evitare l'acquisto compulsivo e, qualche volta, uscire a fare "shopping".

Gallery: Amazon Logistics

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COMUNICATO STAMPA

 

BLACK FRIDAY, VA IN SCENA LA LOGISTICA DEL CAPRICCIO

MARCIANI (FLC): “ABBIAMO BISOGNO DI CONSUMATORI PIÙ CONSAPEVOLI DEI LIMITI DEL SISTEMA. OCCORRE ADOTTARE UN MODELLO SOSTENIBILE PER OPERATORI E CITTADINI”

 

Roma, 28 novembre 2019 – Il Black Friday e il lungo week end di shopping scontato che sta arrivando farà muovere circa 82mila furgoni – la maggior parte dei quali diesel – che consegneranno gli 8 miliardi di euro in beni acquistati solo nel Regno Unito. Infatti, nonostante l’iniziativa sia seguita anche dai negozi tradizionali e centri commerciali, oltre l’80% degli acquisti verrà fatto online. Un mare di consegne a domicilio che genererà un super lavoro per i corrieri: in Gran Bretagna, si stima che, nelle ore più calde, ogni 93 secondi parta un camion dai magazzini dei maggior player dell’e-commerce. Gli ordini online, inoltre, aumenteranno il traffico e la congestione nelle nostre città e portano con sé un maggiore carico di imballaggi: il Black Friday genera il più grande volume di rifiuti dell’anno. Secondo alcune stime, consumerebbe circa 35% di tutta la plastica prodotta in Italia. Senza contare il numero crescente di resi che stanno aumentando del 75% da un anno all’altro in un settore che emette il 5% delle emissioni globali di CO2. Un trend che mette in pericolo il nostro pianeta. Il fenomeno è in crescita anche in Italia: lo scorso anno, secondo i dati del Politecnico di Milano, la corsa agli sconti del Black Friday è cresciuta del 35% rispetto al 2017, superando il miliardo di euro di fatturato e coinvolgendo circa 20 milioni di e-shopper.

“L’e-commerce sta rivoluzionando la logistica che da servizio per l’industria si sta trasformando in un terreno di competizione tra i grandi big del commercio online con forti ricadute sulla vita quotidiana – ha dichiarato Massimo Marciani, Presidente del Feright Leaders Council - La corsa allo shopping alimenta la cosiddetta “Logistica del capriccio”, mettendo sotto stress l’intero sistema distributivo costretto a rispondere a tempi di consegna molto ristretti, spesso assolutamente non necessari. Le conseguenze ricadono inoltre su tutti noi perché la corsa alle consegne a casa sta generando livelli di inquinamento, di imballaggi, di congestione, di incidentalità crescenti. I consumatori dovrebbero essere consapevoli dei rischi di assecondare ritmi veloci, mentre sarebbe opportuno considerare modelli di consegne più sostenibili per il sistema economico e per l’ambiente”.

Quali sono le conseguenze di un click con consegna veloce?

Uno studio pubblicato nel 2017 da Brain & Company spiega come, soprattutto nelle aree urbane, cioè dove risiede la maggior parte della popolazione mondiale, l’e-commerce si riveli più inquinante del commercio tradizionale a causa di due fattori: i consumatori ordinano spesso piccole quantità di merce che richiedono comunque un viaggio e una consegna ad hoc (spesso gratuita); il costo della ingola consegna aumenta a causa di imballaggi aggiuntivi e alla movimentazione dei veicoli commerciali nei centri urbani. Da vari studi condotti negli Stati Uniti risulta che, dove il numero dell’online giunge al 50% delle vendite complessive, la congestione urbana aumenta del 34% con evidenti ricadute in termini di inquinamento e tempi di percorrenza. Infine, uno studio di Dimitri Weideli del MIT (Massachusetts Institute of Technology) ha dimostrato che l’impronta ambientale dell’acquisto online è doppia rispetto al canale tradizionale e, se si chiede la consegna rapida, diventa addirittura tripla.

La consegna sostenibile

“Occorre rendere i consumatori consapevoli dell’impatto che genera l’acquisto compulsivo online, la consegna istantanea e il reso gratuito – aggiunge Marciani - Tutto questo non è gratis né ininfluente in termini di inquinamento e sviluppo sostenibile del nostro pianeta. La logistica del capriccio ha un costo che per il momento rimane ancora strutturalmente nascosto, ma deve essere quantificato e sostenuto da opera in questo business. Una soluzione intermedia potrebbe essere quella di tornare a consolidare gli ordini, se non in partenza, almeno in consegna tramite l’utilizzo di lockers o dei negozi di prossimità. Inoltre, è assolutamente necessario sensibilizzare i clienti, metterli nella condizione di svolgere una scelta consapevole utilizzando gli operatori logistici onesti, etici e attenti all’ambiente, retribuiti il giusto prezzo per il servizio reso. Solo così possiamo augurare un futuro di successo al canale di vendita online”