Inversione di tendenza nel 5° mese dell'anno, ma per i vertici Unrae non c'è da illudersi. È solo un fuoco di paglia

Il mercato dei camion tira un piccolo sospiro di sollievo  amaggio dato che, secondo le stime del Centro Studi e Statistiche dell’Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le vendite dei veicoli industriali (oltre le 3,5 t) fanno registrare un +9,9% sullo stesso mese del 2018 (2.370 unità immatricolate contro 2.157).


Un dato che non permette di invertire la tendenza che dall'inizio dell'anno vede ancora il mercato in calo del 6,7% rispetto allo stesso periodo del 2018 (10.776 unità contro 11.545). Parlando sempre di maggio 2019 meglio del dato aggregato nel comparto dei veicoli pesanti con massa totale a terra uguale o superiore a 16 t che fa registrare un +11%.

Un fuoco di paglia secondo Fenoglio

"Non siamo rimasti sorpresi – afferma Franco Fenoglio, Presidente della Sezione veicoli Industriali di UNRAE, – nell’apprendere l’esito della rilevazione. Riteniamo che il risultato possa dipendere da una serie di concomitanze, come, ad esempio, lo smaltimento delle scorte prima dell’entrata in vigore di nuove norme sull’allestimento obbligatorio dei veicoli industriali con Tachigrafo digitale intelligente dal prossimo 15 giugno, oppure la riattivazione del superammortamento anche per i veicoli pesanti".

Mancano ancora interventi strutturali

Come evidenziato dallo stesso Fenoglio si tratta di una serie di cause contingenti, perché la situazione strutturale del comparto non consente alcun ottimismo al di là del dato mensile eccezionale di maggio.

La cura vera, sottolinea ancora Fenoglio, sarebbe una politica strutturale di sostegno, che preveda misure in favore della rottamazione e definisca automatismi di legge che ripartiscano annualmente le risorse per gli investimenti.

In modo da sottrarre definitivamente l’autotrasporto all’incertezza. In attesa di tutto questo il parco continua inesorabilmente a invecchiare oltre ogni limite, con conseguenze pesanti soprattutto in termini di sicurezza e sostenibilità.

Gallery: Iveco nuovo Stralis NP