In Italia mancano circa 20mila patenti per veicoli pesanti. Ma il trasporto e la logistica sono settori che hanno bisogno di autisti

Il trasporto è un settore fondamentale dell'industria italiana, da solo genera un fatturato di circa 47miliardi di euro pari al 3% del PIL nazionale e impiega circa 328mila addetti , ma ancora sembra non ricevere la giusta attenzione da istituzioni e opinione pubblica. Questo in sintesi quanto emerso nei due convegni che hanno aperto la manifestazione "I giorni del Re" organizzata da Italscania (la filiale italiana del brand svedese) e che fanno da contorno alla finale italiana dello Scania Driver Competitions.

Mancano gli autisti

Un settore fondamentale che però soffre di una carenza endemica di professionisti. In Italia mancano, secondo Amedeo Genedani, Presidente di Confartigianato Trasporti, qualcosa come 20mila autisti, o meglio, "conducenti professionali di veicoli industriali" come ama definirli Franco Fenoglio, Presidente e AD di Italscania, visto che questa professione si sta evolvendo grazie alla connettività e alla tecnologia.

Zero incentivi, zero crescita

Un gap che potrebbe essere colmato, se ci fosse una maggiore rivalutazione proprio della figura del "camionista", non più un semplice operatore dietro al volante, ma un vero e propio addetto alla logistica capace di interagire sia con il camion sia con l'ambiente lavorativo.

In questa "crescita" professionale giocano un ruolo fondamentale le aziende che devono aumentare certamente la redditività della professione, ma dato che non c'è professionalità senza formazione ecco allora che anche le autoscuole hanno le loro responsabilità.

È un cane che però, si morde la coda data la carenza di iscrizioni a queste ultime mancano i fondi per investire in "veicoli scuola" di ultima generazione. E qui dovrebbero intervenire le istituzioni nel sostenere questi investimenti attraverso incentivi.

Serve maggiore considerazione

Una situazione a dir poco complessa, alla quale però si potrebbe fare fronte attraverso un impegno comune e sopratutto attraverso una maggiore considerazione del sistema trasporto come un volano importante dell'economia. Il che non è difficile da fare se pensiamo che circa l'80% delle merci che arrivano nelle nostre case sono trasportate attraverso camion e veicoli commerciali, una percentuale destinata ad aumentare con l'incremento dell'e-commerce.

Un impatto da contenere

Un impatto che le case in primo luogo Scania he ha ospitato i dibattito s'impegnano a controllare attraverso la costruzione di veicoli sempre più efficienti e puliti, attraverso, l'utilizzo di carburanti alternativi come il gas o l'elettricità, ma che poco vale se non c'è una reale "spinta" al rinnovo del parco circolante che vede ancora su strada 428mila veicoli "ante" Euro4. 

Cercare di incentivare il ricambio oltre a contribuire a migliorare l'impatto ambientale significa anche mettere in circolazione mezzi più sicuri e maggiormente tecnologici con la capacità di interagire sia fra loro sia con l'ambiente "ottimizzando tutto il processo di consegne", come ha concluso Massimo Marciani presidente del Freight Leaders Council.

Gallery: Scania allo IAA di Hannover