Breve incursione alle origini del motore, quando a produrre i primi veicoli commerciali c'erano anche marchi ormai dimenticati.

Brasier, Delahaye, De Dion-Bouton e Rochet-Schneider sono case automobilistiche francesi scomparse a cavallo delle due Guerre e ormai dimenticate, che pochi - forse - conoscono.

Eppure, nonostante tutto, devono entrare a pieno titolo nella storia del trasporto europeo. Le ricordiamo attraverso le foto di alcune pubblicità d'epoca.

Brasier, Delahaye, De Dion-Bouton e Rochet-Schneider

Brasier

Brasier naque nel 1908, dalle ceneri della casa automobilistica Richard Brassier. La gamma era molto eterogenea, si andava dai motori per gruppi elettrogeni a quelli per imbarcazioni, dirigibili e autobus, fino a pochi anni prima trainati dai cavalli.

Durante la Prima Guerra Mondiale la produzione venne convertita in camionette militari per conto del Governo francese. Il camion 2 tonnellate, con un motore da due litri e una ventina di cavalli fu molto utilizzato dalle Forze Armate.

Agli inizi degli anni Venti nonostante gli sforzi per presentare nuovi modelli, la situazione economica dell’Azienda precipitò e chiuse nel 1924.

Delahye France

Delahye France, invece, fu fondata nel 1894 e resto in piedi fino al 1954. Nel 1900 iniziò la produzione di camion, mezzi agricoli, autopompe e veicoli per uso militare.

Nel 1954, molto provata dal secondo conflitto mondiale, fu rilevata da Hotchkiss che, prima di chiuderlo, per un breve periodo, destinò il marchio alla produzione di autocarri.

Brasier, Delahaye, De Dion-Bouton e Rochet-Schneider

De Dion-Bouton

De Dion-Bouton nacque nel 1883, il primo veicolo commerciale che costruì era a vapore, ma nel 1893, De Dion si convinse che il futuro era nel motore a scoppio. Nel 1901 fu anche prodotto un piccolo numero di veicoli elettrici.

In breve, fu attiva come casa automobilistica fino al 1932 e resistette fino al 1968 producendo autocarri per i pompieri.

Brasier, Delahaye, De Dion-Bouton e Rochet-Schneider

Rochet-Schneider

Rochet-Schneider, fondata nel 1894, cominciò dalle biciclette e poi puntò sulle automobili. Anche qui: dopo un discreto successo, durante la Prima Guerra Mondiale, arrivò l'obbligo di produrre autocarri militari.

La riconversione civile fu faticosa, tanto che dopo una lunga agonia nel 1932 l'azienda dovette chiudere definitivamente i battenti.

 

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