Breve storia dell'epopea Scania negli anni '70, dalla prima cabina avanzata al primo V8, fino alla nascita di Italscandia

Negli anni '60 l’evoluzione delle normative sul trasporto e l’esigenza di aumentare il carico senza aumentare le lunghezze, convinsero Scania ad abbandonare la cabina arretrata e a cimentarsi nella soluzione a cabina avanzata.

LB110 e la prima cabina avanzata

Il primo tentativo fu l’LB76 del 1963 che non ebbe un grande successo. Nel 1968 uscì l’LB110, con lo stesso motore DS11 sovralimentato, 6 cilindri in linea da 260 CV, ma la cabina in acciaio, completamente nuova e modernissima. Questo modello piacque molto di più e iniziò un forte rilancio del marchio in tutta Europa.

Scania anni 60-70

1969, arriva il primo V8 da 350 CV

Era giunto il momento di presentare anche il nuovo motore, frutto di uno sviluppo iniziato una decina d’anni prima. All’epoca la maggior parte dei camion impiegati nelle rotte internazionali difficilmente superava i 200 CV. Ma anche i 260 CV del 6 cilindri non erano più sufficienti sulle lunghe distanze, almeno gli ingegneri svedesi la pensavano così.

Al Salone di Francoforte del 1969 Scania lanciò, quindi, l’LB140 e un nuovo V8 da 350 CV, 14,2 litri. Il Diesel più potente mai visto sulle strade d’Europa.

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1974. Scania conquista l’Italia

Già negli anni ’70 i principali obiettivi dell’industria dei pesanti erano “meno consumi e meno emissioni”, ma all’epoca si cercava anche “più potenza”: la risposta di Scania, nel 1974, fu la Serie 111 che sostituì la 110 con un motore 11 litri. Nello stesso anno Armando Rangoni, distributore Fiat di Trento, fondava Italscandia assicurandosi l’esclusiva delle importazioni del Grifone per l’Italia.

Nel 1976 arrivò la Serie 1, stessa cabina ma allestimento, accessori e comfort di guida profondamente rivisti. Con il nuovo LB141 e il nuovo motore V8 DS14 Scania entrò definitivamente nel nostro mercato dei pesanti, dominato fino ad allora da Fiat.

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