La casa italoamercana ha deciso di riproporre la carrozzeria di fuoristrada cassonato che potrebbe presto debuttare anche in Europa

Mentre in Italia i pick-up hanno vita dura, negli Stati Uniti sono la tipologia di auto più venduta. Naturale quindi che un simbolo dell’auto a stelle e strisce come la Jeep Wrangler non voglia rinunciare a un’importante fetta di mercato, trasformandosi, per la prima volta, un pick-up. Il suo nome è Jeep Gladiator e arriva a 26 anni di distanza dall’ultima Jeep col cassone, chiamata Comanche e basata sulla Cherokee.

Wrangler sì, ma non troppo

Guardando la Jeep Gladiator sembra di trovarsi davanti a una "normale" Wrangler, con la classica mascherina a 7 feritoie, ai lati ci sono le luci circolari, a richiesta con tecnologia LED (a richiesta anche al posteriore). Dietro, l’accesso al cassone, capace di ospitare un carico massimo di 750 kg avviene tramite una ribaltina elettrica.

Per diventare un pick-up la Jeep Wrangler non ha solo modificato il proprio stile, ma è stata oggetto di operazioni di allungamento della carrozzeria (+78 cm) e passo (+48 cm) per una lunghezza totale che raggiunge così i 5,11 metri. Rimangono, inoltre, tutte quelle caratteristiche tipiche del fuoristrada statunitense, come la possibilità di abbattere il parabrezza o sfilare le portiere, così come il tetto soft top removibile, una novità nel mondo dei pick-up.

Tecnologia da vera Jeep...

Nemmeno la Gladiator fa eccezione al trend che vede i pick-up sempre più tecnologici e dotati di comfort. Al di là della plastiche soft touch, della possibilità di avere i sedili in pelle e riscaldabili o il climatizzatore, la Gladiator ha, di serie. la strumentazione con monitor a colori da 3,5” o, a richiesta, da 7”, mentre, al centro della plancia, c’è il monitor touch dell’infotainment con diagonale da 5” (di serie) o, a richiesta, da 7 e 8,4”. Per visualizzare le immagini trasmesse dalle telecamere anteriore e posteriore, mentre al di sotto ci sono 3 ingressi USB (2 normali e uno di tipo C), con altre 2 disposizione degli occupanti posteriori.

...anche alla guida

Ci sono poi tutti i nuovi sistemi di assistenza alla guida già disponibili sulla Wrangler, come Blind-spot Monitoring, Rear Cross Path Detection, telecamera posteriore ParkView, Adaptive Cruise Control e Controllo Elettronico della Stabilità (ESC) con dispositivo antirollio. Nemmeno la Jeep Gladiator rinuncia al V6 di 3,6 litri Pentastar da 285 CV e 352 Nm di coppia, unito naturalmente alla trazione integrale. Di serie è accoppiato al cambio manuale 6 marce, con la possibilità di montarel’automatico 8 rapporti.

Nel 2020 arriverà anche il 3.0 V6 EcoDiesel da 260 CV e 600 Nm di coppia, di serie con il cambio automatico, decisamente più adatto ai nostri mercati. Saranno invece 3 gli allestimenti disponibili: Sport, Overland e Rubicon e 2 i sistemi di trazione integrale: Command-Track per le prime 2 e Roc-Track per la Rubicon, con il sistema di disconnessione elettronica della barra stabilizzatrice.

A proposito di offroad, la Jeep Gladiator permette di affrontare angoli di attacco pari a 43,6°, di dosso pari a 20,3° e di uscita pari a 26°, con 76 cm di capacità di guado. Dedicata all’allestimento Rubicon è invece la telecamera anteriore, nascosta dietro la feritoia centrale, per tenere sott’occhio tutto quello che si trova davanti a noi.

Gallery: Jeep Gladiator