L'IBAMA ha ufficializzato un'ammenda di 50 milioni di Reais per la manipolazione delle emissioni

La prima multa per Volkswagen nell'ambito dello scandalo delle emissioni manipolate sui motori diesel EA 189 è scattata in Brasile. L'Istituto Brasiliano per l'Ambiente e le Risorse Naturali Rinnovabili (IBAMA) ha reso noto di aver sanzionato il costruttore tedesco con un'ammenda di 50 milioni di reais, circa 12,4 milioni di euro, per frode.

APPLICATA LA SANZIONE MASSIMA

Nel comunicato con cui ufficializza il provvedimento, l'IBAMA ha spiegato che si tratta della multa massima applicabile sulla base della legge sui reati ambientali del 1998. Per Volkswagen l'ammenda è grave soprattutto dal punto di vista dell'immagine, che ha già risentito sia delle accuse di "collaborazionismo" con il regimi militare, ma soprattutto della decisione di sospendere la produzione locale di Bulli, il Transporter 2, e di ridurre l'orario di lavoro per oltre 2.300 lavoratori dello stabilimento di Sao Bernardo do Campo, dove vengono "sfornati" 800 veicoli al giorno anziché i 1.400 dello scorso anno.

ATTESO UN PIANO CORRETTIVO

Dal punto di vista economico, i 12,4 milioni di euro sono una cifra insignificante nel bilancio annuale: l'ex CEO Martin Winterkorn aveva entrate superiori, circa 16 milioni l'anno. La sanzione riguarda il pick-up Amarok, l'unico modello commercializzato in Brasile e montare il software scoperto dell'autorità americane dell'EPA. L'IBAMA ha notificato ieri, a Volkswagen anche l'obbligo di presentare un "piano correttivo" per i modelli coinvolti in modo tale che possano soddisfare le norme sulle emissione previsti dalle normative brasiliane.

OLTRE 17MILA AMAROK COINVOLTI

L'istituto ha chiarito che Volkswagen ha aveva riconosciuto, lo scorso 22 ottobre che tutti gli Amarok MY 2011 e una parte dei MY 2012 commercializzati in Brasile montavano lo stesso software che manipolava i dati sulle emissioni delle NOx individuato negli Stati Uniti. L'IBAMA ha disposto il richiamo di 17.057 Amarok precisando che i modelli alimentati a benzina o ad alcol e benzina non montano la tecnologia vietata. Il comunicato aggiunge anche che "non vi è alcuna prova che essi non siano in conformità con i livelli di emissione di sostanze inquinanti stabiliti dalla legislazione ambientale brasiliana".