A più di dieci giorni dall'accertamento delle anomalie sulle centraline del 2.0 TDI ancora non è stato diffuso un elenco ufficiale dei veicoli coinvolti

Un silenzio assordante, per usare una sinestesia, quello che da giorni proviene da Volkswagen Group, travolta dallo scandalo sulle emissioni "aggiustate", ma che rischia di essere ancore più sommersa dall’onda di ritorno in termini di vendite e crollo d’immagine.

CAMBIO AI VERTICI

Un’onda che a Wolfsburg hanno pensato di arginare con un "repulisti", più di facciata che di sostanza, nel CDA e con la diffusione di un scarna lista di veicoli apparentemente coinvolti; un argine che rischia di crollare. Non è con il silenzio che si dirimono i dubbi specie se, a posto dei comunicati ufficiali parlano i giornali o le agenzie con ipotesi più o meno accreditate e mai smentite. Compresa quella del Ministro dell’industria tedesco Alexander Dobrindt che venerdì scorso aveva annunciato che nel calderone ci erano finiti 5 milioni di auto, 2,8 solo in Germania e anche i veicoli commerciali<7B>, oltre ai motori 1.6 TDI.

QUANTI SONO I VEICOLI COINVOLTI?
Tutte notizie non confermate ma nemmeno smentite da Volkswagen Group
. Ma se è vero, come confermato dalla stessa Casa, che il motore incriminato è il 2.0 TDI identificato con la sigla EA 189, non è plausibile che siano soli i pochi modelli resi noti quelli coinvolti a cui si aggiungono oggi le prime cifre su Audi e Skoda. Il pensiero, per quanto ci riguarda, va subito ai van soprattutto Transporter e Crafter per due motivi principali. Il primo è che il 2.0 TDI è praticamente l’unico motore utilizzato in questi due modelli (il Caddy utilizza soprattutto il 1.6), ma anche perché la normativa Euro 6 per quanto riguarda gli N1 (autocarri leggeri) entrerà in vigore il prossimo anno.

CHI MONTA IL SOFTWARE INCRIMINATO?
Quindi se per le auto il danno in termini di vendite del nuovo potrebbe essere limitato, visto che oramai si è già in fase Euro 6, per i veicoli commerciali il problema potrebbe presentarsi. Oppure si sta già presentando visto che non ci è dato di sapere come e quanto il #dieselgate si sia abbattuto sui concessionari. Così come non sappiamo ancora se il software incriminato sia montato su tutti i 2.0 TDI o solo su alcuni. Non lo sanno nemmeno ai vertici locali<7B> della Casa Tedesca come l’AD di Volkswagen Italia Massimo Nordio che ieri dalle pagine de La Repubblica lamenta il suo isolamento nel doversi districare fra assedio della stampa e richieste dei concessionari.

A QUANDO LE RISPOSTE?
Tante e troppe domande che non fanno altro che alimentare l’incertezza e le ipotesi in un mercato debole come quello delle auto e dei van non ha certo bisogno di ulteriori spallate per testare la solidità di una labile ripresa.

Chiuso in Redazione alle 10.25 del 29/09/2015