Anche se indirettamente le conseguenze della crisi Giapponese stanno investendo anche il settore automotive del nostro Continente

Le conseguenze dello Tzunami in Giappone si sono fatte e si fanno sentire sull’industria dell’auto e dei veicoli commerciali. Dopo l’allarme lanciato per le vernici metalizzate di cui un componente essenziale pare che venga prodotto solo in Giappone. Anche l’assemblaggio vero e proprio dei veicoli potrebbe subire dei rallentamenti. In particolare General Motors e il Gruppo PSA (Peugeot-Citroen) si sono viste costrette a ridurre la produzione negli stabilimenti europei a causa della crisi dei fornitori giapponesi, ma in PSA dichiarano che le condizioni potrebbero tornare gradualmente ai livelli di produzione pre-crisi già da oggi.

Secondo un analisi di Morgan Stanley, infatti, il Paese del Sol Levante è uno dei principali fornitori di contenuti elettronici, come i semiconduttori, i sensori e le batterie. Elementi il cui valore è stimato a oltre 5.000 dollari (circa 3.540) per auto.

Ford, dal canto suo limiterà l'attività del suo stabilimento di Genk, in Belgio, per cinque giorni a partire dal 4 aprile. Obiettivo: conservare le parti di ricambio dopo il terremoto e la crisi nucleare in Giappone. Un portavoce della Ford ha riferito che la chiusura era stata fissata per maggio, ma la casa automobilistica ha scelto uno stop anticipato: “come misura precauzionale per garantire la disponibilità delle parti, vista l'attuale situazione in Giappone”.

Una voce fuori dal coro in questo senso è del numero uno del Gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, che ha dichiarato che la produzione del Costruttore tedesco non è al momento intaccata dalla crisi dei fornitori giapponesi. Tuttavia, a detta dello stesso Winterkorn, non si possono fare previsioni a scadenza troppo lunga: per adesso la produzione è garantita, a pieno regime, solo fino alla prossima settimana.