La prima serie si metteva in luce per la guida da auto e la cabina più spaziosa grazie al Jumbo Roof, e oggi le generazioni sono tre

Esattamente 20 anni, fa, nell'autunno 2000, Opel presentava al Salone di Francoforte il nuovo Vivaro che dava seguito alla collaborazione tra la Casa del Blitz e Renault, iniziata con il precedente Arena, prodotto però per soli tre anni. La base era quella del Trafic di seconda generazione, più capace e moderna, con caratteristiche interessanti per un mezzo commerciale tra cui una crescente attenzione al comfort e alla guidabilità.

Al pari del gemello francese infatti, il primo Vivaro (siglato internamente Vivaro A) si distingueva per l'originale Jumbo Roof, un tetto dalla linea arrotondata e rialzata che offriva maggior spazio ai conducenti di statura più elevata, e una migliorata messa a punto delle sospensioni e dello sterzo.

Gallery: Opel Vivaro A

Vero multiruolo

La gamma di utilizzi copriva il trasporto merci e persone a breve e medio raggio, grazie ad una generosa offerta di carrozzerie che andavano dal furgone al furgone combinato a doppia cabina al minibus fino al pianale cabinato per allestimenti, con varie misure di passo e altezze differenti della zona di carico realizzate direttamente dal costruttore o da allestitori specializzati.

Al via con due 1.9

Quanto ai motori, la gamma iniziale era formata da due varianti del collaudato 1.9 di origine Renault, un quattro cilindri di 1.870 cc common rail offerto in versioni aspirata da 82 CV e turbo da 101 CV, con cambi manuali a 5 marce per il primo e a 6 per il secondo. Nel 2002 è arrivato un benzina da 2 litri e 120 CV mentre nel 2003 l'offerta a gasolio è stata integrata da un 2.5 da 133 CV. L'anno seguente, sui tre turbodiesel ribattezzati CDTI ha debuttato il common rail.

Gallery: Opel Vivaro Tour

Subito premiato

Linea originale, maneggevolezza, motori efficienti e costi di gestione contenuti hanno fatto sì che appena un anno dopo il lancio, avvenuto a inizio 2001, Vivaro sia stato eletto "International Van of the Year", da una giuria che ha valutato i 10 modelli più recenti di categoria entro le 3,5 tonnellate, incluse prove di carico a 3/4 della portata massima (che poteva arrivare a 1.200 kg con volume utile fino a 6 metri cubi sui modelli più spaziosi). Un premio che si aggiungeva ad altri ottenuti in Danimarca e Irlanda e in Gran Bretagna dalla variante marchiata Vauxhall.

Opel Vivaro A restyling

Nuovi motori e un concept a batteria

Nel 2006, un aggiornamento generale accompagnato da un leggero lifting del frontale ha adeguato i motori a Euro 4, sostituito i motori 1.9 con dei più recenti 2.0 da 90 e 114 CV, mentre il 2.5 CDTI è stato potenziato a 147 CV. Contemporaneamente, Opel ha messo in cantiere lo studio di una variante elettrica che ha portato alla nascita del Vivaro e-concept.

Questo, presentato ad Hannover nel 2010, anticipava già alcune caratteristiche dei futuri modelli di serie elettrici, anche se si trattava si un elettrico di tipo "range extender", dotato cioè anche di un motore endotermico a bordo che fungeva da generatore. Con questo, ai 100 km di autonomia garantiti dalla batteria se ne aggiungevano altri 300. Il propulsore elettrico aveva una potenza di 111 kW e la portata utile era di 750 kg.

Gallery: Nuovo Opel Vivaro

Il passaggio di testimone: Vivaro B

Nell'agosto del 2014, dopo oltre 12 anni di carriera, Vivaro A ha lasciato il posto alla seconda generazione, nuovamente imparentata con il rinnovato Renault Trafic: la linea dell'abitacolo è  diventata più convenzionale, senza più il caratteristico “jumbo Roof” e il design si è fatto spigoloso con fari e calandra enfatizzati.

Nuovo modello, nuovi motori turbodiesel common rail, stavolta con cilindrata ridotta ad appena  1,6 litri ma potenze di 90 o 116 CV e addirittura 120 o 140 CV sulle varianti BiTurbo dotate di sovralimentazione a doppio stadio. Si tratta della generazione meno longeva perché appena 4 anni più tardi, nel 2018, Opel è uscita dall'orbita di General Motors (a cui apparteneva dal 1920) per entrare a far parte del Gruppo PSA che ha affidato al centro tecnico di Russelsheim avviato subito lo sviluppo della serie successiva sul suo pianale modulare EMP2.

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E siamo a oggi

Il resto è storia recente, anzi, recentissima: nei primi mesi del 2019 è arrivato Vivaro C, membro di una nuova famiglia di medi costruiti su una piattaforma leggera ed efficiente e mossi da nuovi turbodiesel da 1,5 e 2 litri per un totale di 5 varianti con potenze comprese tra 102 e 177 CV e la novità del cambio automatico a 8 rapporti per il più potente, mentre la collaborazione con gli specialisti di Dangel ha reso disponibile anche la trazione integrale.

La gamma carrozzerie è rimasta ampia, con varianti furgone a cabina singola o doppia o passeggeri, 2 misure di passo e 3 diverse lunghezze. E poche settimane fa è stata finalmente lanciata la prima versione 100% elettrica, Vivaro-e, con motore da 100 kW e autonomie comprese tra 220 e oltre 300 km.

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