Nel 1967 la Stella lancio un van più grande di quelli già sul mercato, ma più leggero e decisamente più maneggevole di un camion

Stava per arrivare il Sessantotto, con tutto quello che avrebbe portato, il mondo stava cambiando; il tempo del "miracolo economico" del dopoguerra in Germania e in Europa si stava esaurendo lentamente, mentre iniziava una nuova stagione.

Era il gennaio del 1967 e la Daimler Benz presentava il nuovo e per, per certi versi, rivoluzionario furgone "pesante" L406 D e L408, che andava a sostituire il popolare L319 nato dell’immediato dopoguerra. Il nuovo veicolo ebbe un grande successo e fu prodotto, negli stabilimenti di Dusseldorf, che poi diventeranno la casa dello Sprinter.

Un design gradevole e moderno

Più largo e più potente di un tradizionale furgone da distribuzione cittadina, ma più maneggevole e meno pesante di un camion medio, il veicolo può essere considerato il primo, il precursore di una futura classe di veicoli commerciali. Ne furono prodotte diverse versioni, sia chiuse sia vetrate sia "crew cab" senza contare quelle per il trasporto passeggeri.

L406 e L408

A suscitare il successo, soprattutto alla prima uscita, fu il design, gradevole e moderno, piuttosto lontano dallo stile rude e pragmatico dell’L319. Se lo stile aveva fatto un passo in avanti, anche la praticità e il comfort di guida erano migliorati di molto: il motore occupava poco spazio all’interno della cabina, mentre l’assale anteriore era spostato in avanti, permettendo un più facile accesso a bordo.

L406 e L408

All’interno si disponeva di un’ottima visibilità, cosa piuttosto rara all’epoca, grazie alla struttura della parte anteriore che prevedeva soltanto un sottile "setto" metallico a congiungere il parabrezza centrale dai finestrini laterali; l’autista, poi, era posizionato in quella che, oggi, si definirebbe una posizione piuttosto ergonomica.

Caratteristiche moderne senza rinunciare ai punti fermi

Design e caratteristiche moderne, dunque, ma senza rinunciare ad alcuni ben collaudati punti fermi che avevano reso un best seller l’L319. Cosi, il modello L406, alla sua apparizione era dotato di un robusto motore Diesel due litri a precamera da 55 CV, mentre l'L408 montava un propulsore a benzina da 2,2 litri e 80 CV: entrambi erano "eredità" dell’L319.

L406 e L408

Nel breve volgere di un paio d’anni il nuovo modello ebbe una sorta di monopolio in alcuni settori che necessitavano di allestimenti particolari e una buona capacità di trasporto, come le ambulanze, i carri attrezzi e i minibus.

L’ideale per gli allestimenti

Fu proprio la sua grande facilità di allestimento, frutto di una sapiente modularità nell’assemblaggio e, soprattutto, nella progettazione, una delle carte vincenti del "commerciale pesante" di Mercedes; una modularità che, nel corso degli anni, venne continuamente perfezionata. Lo stabilimento di Dusseldorf produsse il veicolo in tre diverse tipologie di peso, 3.490, 4.000 e 4.600 kg, e sei telai, con e senza cabina.

L406 e L408

Alla fine del ’68 il motore a precamera OM 615 da 2,2 l e 60 CV sostituì il vecchio OM 621, mentre nel ’74, arrivò l’OM 616, da 2,4 l e 65 CV. Ma i tempi cambiavano velocemente e Mercedes decise, nel ’77, di lanciare sul mercato un motore più grosso e potente, un 6 cilindri da 5,7 litri con una potenza di 130 CV.

La scalata di un mercato più vasto

Da quel momento, grazie anche al propulsore più performante, arrivarono nuove configurazioni di modelli, capaci di aggredire, per passi e pesi, altre fette di mercato, aumentando la versatilità del veicolo e spostandola verso l’alto.

L406 e L408

La produzione, partita nel 1967, fu cessata poco meno di vent’anni dopo, con 496.447 veicoli prodotti. Durante questi vent’anni la Casa della Stella vendette anche oltre cinquantamila veicoli in kit, che furono poi assemblati nelle filiali argentina, spagnola, turca e tunisina.

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