Vanto della tecnologia made in USA, era il domani dei motori: dodici soli esemplari ammirati da 134 milioni di persone dal ’40 al ‘56

Negli anni Quaranta e Cinquanta, in nessun Paese al mondo si favoleggiava sul futuro, meglio che negli Stati Uniti. Il grande successo della Chicago Century of Progress Exibition dei primi anni Trenta, fece venire in mente al vice presidente della General Motors, Charles F Kettering, di organizzare una serie di show sulla tecnologia motoristica, che potessero spostarsi on the road per "far vivere" il futuro a milioni di persone attraverso tutto il Paese.

Il corteo, che si snodava per le vie della varie città e che si fermava in un apposito spazio, allestito secondo tutti i crismi di una fiera, era formato generalmente da 24 camion, 11 vetture, 4 furgoni e una dozzina di motociclette. Ripetuti fino al ‘56, furono un grandissimo successo e, si calcola, che furono visitati da 13 milioni di persone.

La Parade of Progress

La prima Parade of Progress si svolse in Florida nel’36, in quell’occasione la GM disegnò e costruì otto camion noti come Silver–Topped Streamliners che sfilavano e trasportavano uno schermo cinematografico o si trasformavano in rudimentali palchi. Fu un vero successo tanto che quattro anni dopo, furono costruiti altri dodici camion, stavolta davvero futuristi.

General Motors Futurliner

Si chiamavano Futurliner e dovevano sfilare nella Parade, trasportando il materiale necessario per gli show e, soprattutto, si dovevano trasformare in palcoscenico, in ufficio, in museo mobile. Erano lunghi circa 10 metri, alti (fino al tetto della cabina) 3 metri e 60, pesavano 11 tonnellate ed erano realizzati su un telaio di un GMC militare.

Come in un aereo da caccia

La carrozzeria, di color rosso e argento, con le scritte nei caratteri tipici dell’epoca, oltre a trasformarsi in un palco o in un ufficio mobile, era dotata di dieci porte e portelloni vari; possiamo dire che fu un progenitore dei moderni "motor home".

General Motors Futurliner

L’abitacolo, piuttosto alto, era centrale e costruito in perspex, materiale con il quale, allora, si costruivano gli abitacoli degli aerei da caccia. C’era un unico sedile, il cruscotto e il grande volante bianco erano, anche questi, per l’epoca, di disegno e concezione modernissimi.

Un sei cilindri in linea da meno di cinque litri

Inizialmente era spinto da un inadeguato 4 cilindri diesel con trasmissione sulle quattro ruote; ma era troppo lento e nel ’53 fu installato il nuovo motore a benzina, un GMC 302, 6 cilindri in linea, da 4.949 cc, anch’esso di derivazione militare.

General Motors Futurliner

Per la verità, nel ’53, tutti i 12 esemplari furono "rivisitati", con la sistemazione di alcuni difetti e l’aggiunta di vari accessori, per esempio dell’aria condizionata, per dare un minimo di comfort all’autista che “cuoceva” nell’abitacolo di perspex.

Non un fulmine

La velocità non era certo una delle priorità della Parade of Progress, ma la trasmissione era a otto rapporti, 4 lunghi e 4 corti; se questi non fossero stati sufficienti, l’autista poteva personalmente selezionare, dalla presa di forza un’ulteriore riduzione che poteva originare altri 24 rapporti.

General Motors Futurliner

Raggiungeva i 72 km, e montava due serbatoi da 170 litri per ridurre al minimo le soste, i grandi freni del tamburo non sembra fossero sufficienti per tutto quel peso; tant’è che si racconta che durante una parata alcuni Futurliner si tamponarono, proprio a causa dei freni inadeguati. Quando le Parade o Progress terminarono, i dodici Futurliner furono venduti o donati a enti di beneficenza.

Un restauro di dieci anni

Dei dodici Futurliner, negli anni, si persero le tracce fino a che, alla General Motors, qualcuno decise di interessarsi a questi veri e propri esercizi stilistici. All’inizio degli anni Novanta ne esistevano nove, alcuni abbandonati e "cannibalizzati" in giro per gli stati Uniti, alcuni trasformati e usati soprattutto per fini pubblicitari.

General Motors Parade of Progress

Ce n’era uno assai mal ridotto, ma sostanzialmente integro, il numero "11", che fu trovato a Chicago. Un gruppo di dipendenti GM canadesi lo acquistò per pochi soldi, quasi il prezzo del ferro e, in oltre dieci anni, lo ha restaurato perfettamente sia nella meccanica che nella carrozzeria. 

Nel corso di un’asta della Barrett Jackson, una delle più famose organizzazioni commerciali che si occupano di veicoli d’epoca, il Futurliner numero 11 è stato venduto all’incredibile cifra di 4.320mila dollari. Si, avete letto bene quattro milioni e trecentoventimila dollari. Non male per un camion d’epoca.

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