La condivisione dati tra sistemi e dispositivi è già oggi base dei programmi avanzati di gestione flotte e sicurezza attiva

La comunicazione è la chiave dello sviluppo tecnologico degli ultimi decenni: grazie alla possibilità di far dialogare ed interagire tra loro dispositivi diversi sono stati compiuti i maggiori progressi nel campo della sicurezza e sviluppati i primi esempi di intelligenza artificiale. Il passo successivo è riuscire a favorire uno scambio di dati completo e universale senza dover creare collegamenti diretti ma facendo convergere tutto in un'unica rete di informazioni.

Proprio su questo concetto si basa il principio di Internet of Things (abbreviato IoT), o "internet delle cose", una tecnologia in via di sviluppo di cui tuttavia vediamo già applicazioni pratiche nel mondo industriale e del trasporto.

Più interazione, più efficienza

L'esempio più concreto lo offrono già oggi i servizi più avanzati di gestione delle flotte, che non si basano più sulla registrazione di dati passivi per elaborare statistiche ma grazie alla comunicazione satellitare e wireless  possono ricavare informazioni in tempo reale monitorando posizione e anche stato di efficienza dei mezzi, condizioni del conducente, traffico, comunicazioni da parte dei clienti e destinatari delle merci.

Internet delle cose, cosa c'entra con il trasporto

Il tutto proprio grazie alla capacità dei singoli "cervelli elettronici" collegati (dai sistemi di diagnostica di bordo ai navigatori ai devices personali come gli smartphone) di condividere le informazioni di propria "competenza" e ricevere input ottimizzando le operazioni in modo coordinato.

Verso l'industria 4.0

Un processo che porterà indubbi vantaggi anche ai processi produttivi e alla logistica, aprendo la strada alla cosiddetta Industria 4.0 che ha per base un nuovo concetto di produzione e distribuzione basato proprio sulla capacità di comunicare in modo più completo e globale.

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Dalla sicurezza attiva alla guida autonoma

Nel campo della sicurezza per ora gli sviluppi riguardano il complesso dei sistemi sensoriali di bordo, in cui telecamere, radar e rilevatori vari non sono più collegati ad un solo dispositivo che lavora autonomamente sulla propria funzione ma offrono una panoramica del traffico circostante permettendo alle diverse tecnologie di interagire tra loro.

Si tratta dello stesso concetto alla base dello sviluppo della guida autonoma di cui vediamo già quale esempio concreto con i sistemi di livello due, in via di diffusione su auto e veicoli pesanti, in cui cruise control attivo e controllo della posizione in corsia permettono in situazioni ben definite ai veicoli di procedere senza interventi del conducente.

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Tutti in rete

Il prossimo passo è la comunicazione avanzata tra i veicoli (V2V) e tra i veicoli e le infrastrutture (V2G o V2X) come telecamere e semafori intelligenti, ma anche dispositivi personali, che rendano possibile informare mezzi e utenti della strada della reciproca presenza anche a distanza e allontanare il più possibile il rischio di incidenti. Ma anche scambiare informazioni sul traffico, ostacoli, condizioni meteo ecc...

La chiave di svolta di tutto il processo sta nella creazione di una rete ad elevata efficienza per la trasmissione dei dati, già in corso e che si realizzerà nei prossimi anni con la progressiva adozione del protocollo 5G.

 

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