Una Casa storica che fuori dalla Svizzera ebbe poca fortuna, ma che piantò alcune pietre miliari nella storia dell’autotrasporto.

La storia del Costruttore di camion svizzero da noi in Italia è poco conosciuta, eppure si tratta di una vicenda industriale molto importante.

Fondata nel 1853 per produrre macchine tessili, la marca Saurer è stata celebre, nel Novecento, per la costruzione di autovetture e veicoli industriali per uso civile e militare, oltre a raffinati motori Diesel.

Saurer Museum

Oggi, di nuovo, il marchio designa uno dei maggiori produttori di macchinari per uso tessile, ma agli albori della produzione camionistica la Adolph Saurer AG ha giocato un ruolo determinante. 

Nel 1908 la Mack assemblava alcuni modelli su licenza Saurer ad esempio. La Steyr nacque come filiale austriaca della Saurer, negli anni trenta la Unic produceva su licenza Saurer, anche l’OM Taurus è un Saurer prodotto su licenza, e persino il nonno del V8 Iveco, montato per la prima volta negli anni cinquanta sull’OM Orione, era un motore costruito su licenza Saurer.

Innovazione e tecnologia

Insomma, si devono all’ingegno dei Saurer, tante innovazioni che hanno cambiato il modo di  trasportare, per citarne qualcuna, prima di tutto, la messa in pratica degli studi di Rudolf Diesel, che portarono alla produzione in serie e, quindi, all’applicazione sugli autocarri del motore a scoppio che avrebbe cambiato la storia del trasporto.

Poi, negli anni, il montaggio sui camion degli pneumatici tubless, l’applicazione di innovazioni meccaniche come le balestre paraboliche, le sospensioni anteriori a ruote indipendenti per gli autobus, i riduttori epicicloidali sui mozzi anteriori per i 4x4 o per i 6x6, sospensioni pneumatiche, freni a disco sull’asse anteriore.

L’ultimo camion, nel 1983

Il tutto era realizzato con metalli e leghe leggere di prim’ordine, con i lamierati zincati: ricordiamo che il camion all'epoca era considerato un bene durevole e, al di là, di quello che diceva il contratto di garanzia, era progettato e costruito per durare quarant’anni.

Saurer Museum

Alla Saurer si è sempre cercata l’innovazione tecnologica, l’ultimo modello prodotto, nel 1983, il D 330 B aveva già - di serie - contenuti tecnici da camion del 21° secolo: motore turbo predisposto per l’installazione dell’intercooler, freni a disco sulle ruote anteriori, sistema frenante misto con ABS, sospensioni pneumatiche posteriori, riscaldatore autonomo della cabina (Webasto), carenatura per migliorarne il coefficiente aerodinamico, vernice metallizzata.

Purtroppo, alla fine, il prezzo lo pose nella fascia alta, altissima, del mercato. Costava più di uno Scania 112 o di un Volvo F10, all’epoca i veicoli più diffusi sul mercato svizzero e più cari.

Dopo varie evoluzioni societarie e una fusione con la Franz Brozincevic & Cie, Wetzikon (FBW), controllata dalla Daimler-Benz, nel 1982 quella che ormai si chiamava Saurer-Berna diventò Nutzfahrzeuggesellschaft Arbon & Wetzikon (NAW). Nel 1990 l'azienda fu incorporata dalla Iveco per essere definitivamente chiusa nel 2002.

Saurer Museum

Il Museo Saurer

Oggi, negli edifici storici in riva al lago di Costanza dell’ex fabbrica tessile Saurer, si trova il Saurer Museum in cui è possibile ripercorrere la storia dell'azienda dalla sua fondazione fino ai nostri giorni.

Fra i vari oggetti esposti ci sono quindi macchine da ricamo e tessili, oppure modelli di stoffe che sono stati tessuti e ricamati qui. In questo museo, però, sono esposti anche celebri e famosi veicoli commerciali pesanti come il Caminhao del 1911, splendidi autopostali, veicoli militari e camion dei pompieri: quasi tutti sono ancora funzionanti. C'è anche una collezione completa dei motori Saurer a benzina e Diesel di tutte le dimensioni.

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