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Renault rilancia con il Master - Novità

19 giugno 2010
di Redazione
tag: Novità, Renault

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Renault rilancia con il Master

La Casa della Losanga presenta la nuova versione dell’ammiraglia: trazione anteriore o posteriore, motori in tre potenze differenti, interessanti spunti innovativi

In un momento in cui tutte le Case riscoprono il valore dei veicoli commerciali, di quel segmento “professionale” a lungo ignorato, Renault oltre a varare nuove e più aggressive strategie di vendita rilancia il suo pezzo forte, il Master, l’ammiraglia.
Lo fa presentando un veicolo dal design distintivo, integralmente rivisto, che lascia prefigurare i nuovi orientamenti stilistici dei furgoni Renault. Le linee sono dinamiche e rispecchiano la robustezza e la funzionalità del progetto. L’ampia calandra e i grandi fanali svelano un frontale robusto, i parafanghi “muscolosi”, il cofano imponente, il largo paraurti protettivo e le modanature laterali danno una netta sensazione di potenza.
Le tre luci posteriori degli stop triangolari, identificabili da lontano, esaltano l’identità del veicolo.

L’abitacolo
Nell’abitacolo si trova, forse, il numero di portaoggetti, studiati per accogliere gli oggetti di uso quotidiano dei clienti professionali, più alto del mercato. Al volante, l’effetto è simile a quello di un’autovettura; l’ergonomia del posto di guida è stata rivista per garantire un comfort di alto livello, anche sui lunghi tragitti. il sedile del conducente ha una seduta più ampia e lunga, è equipaggiato, di serie, con un bracciolo e ha lo schienale più inclinato; il volante, di diametro ridotto, è disposto in posizione verticale,
Il conducente può adattare al meglio la sua posizione di guida, grazie alle numerose regolazioni del sedile del volante; sedile, volante e pedali sono perfettamente allineati e riducono notevolmente gli sforzi per correggere la posizione di guida nei lunghi tragitti.
Si è pensato anche ai clienti di statura elevata, grazie all’aumento di 5,7 cm dello spazio longitudinale in cabina, a tutto vantaggio dello spazio per le gambe.

Motori, consumi e costi
Il Master dispone di un telaio autoportante che offre efficacia e comfort in qualunque condizione di carico. Il nuovo motore 2.3 dCi, sviluppato proprio per i veicoli commerciali, è offerto in 3 livelli di potenza (100, 125 e 150 CV); è identico sulle versioni a trazione anteriore (montato trasversalmente) e su quelle a trazione posteriore (montato longitudinalmente) ed è disponibile, su tutte le versioni, sia Euro4 che Euro5 con filtro antiparticolato.
Per quanto riguarda i consumi il nuovo Master, che si presenta con un
guadagno medio di 1 l/100 km sul precedente Master, nel ciclo misto è accreditato di 8,0 l/100 km.
I costi di manutenzione, ridotti del 40% rispetto al predecessore, sono tra i più bassi del mercato. Grazie alla nuova proposta di versioni a trazione posteriore, la gamma propone una nuova lunghezza L4 (volume utile fino a 22 metri cubi), versioni 3,5 t e 4,5 t con ruote gemellate e nuove possibilità di allestimenti.

Su strada
Il master, grazie all’offerta delle motorizzazioni e delle differenti trazioni si candida ad abbracciare una più ampia fetta di clientela, anche in segmenti di mercato fino a poco tempo fa appannaggio di poche Case costruttrici. Va da se che, nel comportamento su strada, le due versioni sono differenti. Il veicolo a trazione posteriore è preciso e stabile negli inserimenti in curva e denota una buona maneggevolezza soprattutto nei percorsi extraurbani, dove è possibile sfruttare al meglio tutte le doti del nuovo motore da 2.3 litri. In generale nessun problema nella guida, anzi, è comodo e facile da guidare. Un po’di attenzione va posta, almeno le prime volte, al cambio, con gli innesti un po’ più duri rispetto all’altra versione. La sensazione è che il motore longitudinale e il ponte posteriore conferiscano un distribuzione delle masse migliore e una buona guidabilità, soprattutto con un po’di carico.
Nell’altra versione il comportamento è quello classico dei furgoni a trazione anteriore, con lo sterzo leggermente più pesante, ma con un comportamento estremamente prevedibile, specie per chi è abituato a guidare un’autovettura.
Anche in questo caso il motore viene sfruttato al meglio anche a veicolo a pieno carico.

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