OmniAuto.it
mercedes-benz-renntransporter-blaue-wunder-portento-azzurro- - Galleria Curiosità
Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 1 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 2 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 3 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 4 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 5 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 6 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 7 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 8 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 9 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 10 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 11 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 12 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 13 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 14 Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro) - Galleria Curiosità- Thumb 15

16 agosto 2010
di Gabriele Bolognini
tag: Curiosità, Mercedes-Benz

Stampa
Invia ad un amico
Commenti (0)

Mercedes-Benz Renntransporter Blaue Wunder (Portento Azzurro)

Storia di un mito su quattro ruote

25 settembre 1955
Porto di Palermo

Il Team Mercedes sbarca a Palermo con una massiccia presenza di uomini e mezzi per partecipare alla 39ma edizione della Targa Florio, ultima prova del Campionato Mondiale Marche per Vetture Sport, prevista per domenica 6 ottobre.
I numerosi appassionati di automobilismo sportivo, accorsi al porto per godersi lo sbarco delle vetture da competizione, rimangono basiti per l’apparizione di un veicolo sconcertante… a dir poco, futuristico!
Si tratta di una sofisticatissima bisarca, lunga appena 6 metri e mezzo, bassissima e dipinta del bell’azzurro tipico dei mezzi di assistenza corse Mercedes.
La cabina, di forma aerodinamica, sporge tutta in avanti oltre l’asse anteriore e sembra che cada da un momento all’altro.
Il rombo, cupo ed ovattato, fa intuire la presenza di un motore potente.
Sul piano di carico c’è posto solo per un’auto da competizione, nel caso specifico, una Sport Spider 300 SRL. La colonna di veicoli Mercedes, con in testa la strana bisarca, si avvia verso Termini Imerese dove il team di Stoccarda ha insediato il suo quartier generale.

(Foto 1) (Foto 2) (Foto 3) (Foto 4)

L’idea e la realizzazione
Alfred Neubauer (Foto 5), o Don Alfredo, come viene affettuosamente chiamato dai membri del suo staff, Direttore Sportivo della Mercedes-Benz sin dagli anni ’30 (gli anni delle mitiche “frecce d’argento”), da tempo sognava una bisarca veloce per i suoi “gioielli da corsa”.
Nel 1924 aveva già disegnato un veicolo simile, equipaggiato con motore Daimler 8 cilindri in linea di derivazione sportiva, ma il progetto rimase nel cassetto.
Sull’onda dei successi ottenuti in Formula 1 all’inizio della stagione ‘54 propone l'idea al reparto prototipi: “Penso ad un veicolo veloce… molto veloce, che sia in grado di trasportare agevolmente una vettura da Gran Premio o una Sport ".
Lo staff si mette subito al lavoro.
L'ingegner Hennige suggerisce di associare al robusto telaio della 300 S (Foto 6), il potente motore della 300 SL (Foto 7) e, per carrozzeria e interni, di utilizzare alcune componenti della berlina 180 (Foto 8).
Il family feeling del prodotto finito deve, inequivocabilmente, riportare alla mente i modelli di maggior successo commerciale della Mercedes.
Rudolf Uhlenhaut, direttore del reparto prototipi, entusiasta dell’idea, da il via alla progettazione e costruzione di questo incredibile puzzle meccanico.
A metà del 1954 viene così alla luce il Blaue Wunder (Portento Azzurro). (Foto 9, Foto 10)
La carrozzeria, assemblata con elementi provenienti dalla grande produzione associati a soluzioni innovative estreme, è assolutamente avveniristica.
Il telaio a crociera della 300 S, in tubi di sezione ovale, opportunamente allungato e rinforzato nella parte centrale, è dotato di sospensioni a ruote indipendenti: triangoli sovrapposti all’avantreno con molle e ammortizzatori Fichtel & Sachs; semiassi oscillanti con molle e ammortizzatori (sempre Fichtel & Sachs) e barre di torsione supplementari al retrotreno.
L’assetto si può modificare a piacimento comodamente dal posto guida tramite comandi elettrici.
La frenata è assicurata da quattro freni idraulici a tamburo con servofreno a depressione, un quinto freno di sicurezza, a disco, è installato tra l’albero di trasmissione e il differenziale.
Il motore della serie M198, il noto 6 cilindri in linea di 2996 cc della 300 SL, è un gioiello di meccanica:

- basamento in ghisa;
- testata in lega di alluminio;
- monoblocco tipo sottoquadro “corsa lunga” (tipica architettura dei motori sportivi che consente di ottenere un elevato rapporto di compressione);
- alesaggio e corsa 85x88 mm;
- distribuzione ad un asse a camme in testa;
- testata a due valvole per cilindro;
- alimentazione ad iniezione diretta meccanica Bosch (innovativo sistema di derivazione aeronautica);
- pompa iniezione a 6 pompanti;
- albero a gomiti su 7 supporti di banco.

La potenza massima viene “addomesticata” in considerazione del lavoro pesante a cui è destinato il Portento Azzurro: 192 cv contro i 215 cv della 300 SL Gullwing;
Il cambio è a quattro marce sincronizzate con frizione a secco a dischi multipli.
La portata massima del Portento Azzurro è di 3 tonnellate.
La velocità massima varia, a seconda del carico, dai 160 ai 170 km/h!
Tali prestazioni permettono al Team Mercedes di guadagnare tempo prezioso tra una corsa e l’altra.

Domenica 16 ottobre 1955,
H 07.00 - PARTENZA

Stirling Moss, con la Mercedes 300 SRL numero 104, parte agguerritissimo. Alla fine del primo giro è in testa con 1’15” di distacco su Castellotti (Ferrari) e 3’ su Fangio e Titterington (Mercedes).
Al terzo giro segna un tempo strepitoso: 43’07” a 96,29 km/h di media (è il primo pilota ad abbattere sul Piccolo Circuito della Madonie il muro dei 100 km/h di media).
Al quarto giro, in una curva, sbanda ed urta un muretto finendo su un campo di grano.
Alcuni calorosi spettatori siciliani accorrono e aiutano Moss, allibito da tanta sportività, a rimettere la macchina in strada consentendogli di riprendere la gara. (Foto 11)
La Ferrari di Castellotti, tra il tripudio dei tifosi, passa in testa.
La lotta è serrata, Ferrari e Mecedes si alternano in testa alla corsa.
All’undicesimo giro anche Castellotti, nell’affrontare una curva, sbanda e urta contro un muretto. Gli spettatori a bordo pista lo aiutano a ripartire ma ha perso minuti preziosi.
Al 13mo ed ultimo giro è la Mercedes di Stirling Moss che taglia il traguardo e finisce la sua corsa in 9h 43’14”. Quattro minuti più tardi arriva Fangio con l’altra Mercedes. Castellotti con la Ferrari chiude in terza posizione a 10 minuti di distacco da Moss.
Dopo le premiazioni e lo champagne la gloriosa 300 SRL viene caricata sul Portento Azzurro che, come un gatto sornione, ha atteso paziente la fine della corsa al paddock. Con un docile borbottio la bisarca si mette in moto e lentamente, tra un folla di curiosi, con la campionessa sul groppone si riavvia per Termini Imerese.

Pensionamento anticipato e rottamazione
Il grave incidente accaduto a Le Mans, nel corso della stessa stagione, dove una 300 SRL, affidata al francese Pierre Levegh, decollava letteralmente sulle tribune uccidendo 80 persone, induce la Mercedes a ritirarsi dalle corse.
Non fosse stato per il forte legame di stima e amicizia che legava Don Vincenzo Florio ad Alfred Neubauer, la casa tedesca dalla Stella a tre punte non avrebbe partecipato neanche a quell’ultima gara di campionato, la 39ma Targa Florio, per l'appunto.
Dopo il ritiro dalle corse automobilistiche, quindi, anche il Portento Azzurro viene messo a riposo.
Spedito negli Stati Uniti, viene esposto in vari musei finché, nel 1957, non rientra in Germania dove, per dieci anni, presta servizio al Centro di Collaudo Mercedes-Benz.
Nel 1967 Rudolf Uhlenhaut, divenuto, nel frattempo, membro del Consiglio di Amministrazione della casa di Stoccarda, decide di rottamare questo pezzo unico.

Rinascita
Dovranno passare più di 20 anni prima che ai vertici della Mercedes ci si ricordi di quel Portento Azzurro simbolo di un glorioso passato sportivo.
Purtroppo, però, di quella straordinaria bisarca non esiste più nulla: non ci sono più ne disegni ne progetti, solo qualche fotografia e qualche ricordo di tecnici, ormai in pensione, che lavoravano al reparto prototipi.
Così, nel 1990, la Mercedes decide di affidare ad una ditta specializzata in restauri di auto d’epoca, la MIKA di Mölln, la ricostruzione del Portento Azzurro in base a quelle poche fotografie e ricordi a loro disposizione.
Sono occorse più di 6.000 ore di lavoro per realizzare questo stupendo esemplare che oggi è conservato presso l’avveniristico museo Mercedes di Stoccarda. (Foto 12, 13, 14, 15, 16)
Praticamente, l’attuale Renntransporter Blaue Wunder, è perfettamente identico all’originale.
L’unica concessione alla “moderna tecnologia” è la sostituzione dei freni anteriori a tamburo con dei più efficaci freni a disco. Ma il freno a disco supplementare sull’albero di trasmissione dov’è? Eh se lo sono dimenticato!

Grazie alla gentile collaborazione di Enzo Manzo, titolare del sito WWW.TARGAPEDIA.IT, siamo riusciti a ricostruire gli eventi più significativi della 39ma Targa Florio e a recuperare alcune belle testimonianze fotografiche dall’archivio di due importanti fotografi di Targa di quegli anni: Pucci Scafidi e Dante Cappellani.

Listino del Nuovo

Tutti i veicoli commerciali
Vai al listino