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Blocco camion, disagi in mezza Italia - Attualità e Mercato

23 gennaio 2012
di di Francesco Stazi
tag: Attualità e Mercato

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Blocco camion, disagi in mezza Italia

Lo sciopero è sostenuto da Trasportounito, contro i crescenti costi della professione

Primo giorno di sciopero ufficiale (su 5 proclamati) degli autotrasportatori. Dopo il blocco che ha paralizzato la Sicilia, la protesta si sposta in tutta Italia; nonostante il fermo sia stato organizzato da una sola sigla: Trasportounito, i risultati sono stati importanti visto che si sono, e si stanno, registrando già gravi disagi in tutta la penisola, soprattutto al Nord e al Centro.

LE RAGIONI DELLA PROTESTA
La sigla sindacale sostenitrice dello sciopero, in un nota denuncia: “Pur prendendo atto della decisione del Governo di trimestralizzare il recupero di una parte delle accise sui carburanti, in un estremo tentativo di venire incontro alle istanze della categoria, Trasportounito ritiene che la crisi dell'autotrasporto abbia oggi bisogno con urgenza di ben altre risposte, come l'applicabilità della legge sui costi minimi di sicurezza, sui tempi di pagamento dei servizi di trasporto merci su strada, nonché un intervento sul , sul costo delle assicurazioni e su quello dei pedaggi”.

LA RISPOSTA DEL GOVERNO
La replica dell'esecutivo è di una nota di oggi dove viene citata una riunione che si è tenuta al ministero lo scorso 11 gennaio 2012. “Nel corso della riunione, a cui ha preso parte anche il viceministro Mario Ciaccia – si legge –, il Ministero ha assunto precisi e concreti impegni, immediatamente attuati sia con il decreto legge approvato lo scorso venerdì, sia attraverso provvedimenti amministrativi, sia con ulteriori provvedimenti in materia di semplificazione in corso di rapida adozione.

Sulle principali problematiche evidenziate:
– prosegue il Ministero – aumenti del costo del gasolio e delle assicurazioni, rispetto dei costi incomprimibili di sicurezza e relativa semplificazione normativa, attivazione delle misure sanzionatorie per gli autotrasportatori irregolari e i loro committenti, professionalizzazione del settore, interventi finanziari, si è dunque già intervenuto o si sta intervenendo.

A seguito delle iniziative del governo
– conclude la nota –, tutte le associazioni dell'autotrasporto che avevano proclamato il fermo dei servizi hanno sospeso le agitazioni. Non si giustificano pertanto le gravi azioni di blocco che tuttora persistono.

SIGLE DIVISE
La protesta, quindi, annunciata già da tempo, ha a che vedere solo marginalmente con il decreto sulle liberalizzazioni licenziato del Governo, mentre si lega maggiormente a una situazione di insostenibilità dei costi, su tutti quello dei carburanti, che investe, in maniera massiccia, le categorie professionali che ne fanno un utilizzo “vitale”.

Tuttavia le posizioni delle parti sociali sono divise; da un lato Trasportounito che ha deciso di proseguire con le agitazioni del blocco e dall’altra Unatras, la Federazione che raccoglie la maggior parte delle sigle del settore, e CNA-FITA contraria ai blocchi, sostenitrice della trattativa.

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