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Nuovo Master - Galleria Test
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6 agosto 2010
di Nicola Minimi
tag: Test, Renault

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Nuovo Master trazione anteriore, prime impressioni

In cabina del nuovo Renault; provata la versione a trazione anteriore.

Col restyling del Master e l’accordo commerciale con Renault Trucks (Gruppo Volvo Trucks), la Casa della Losanga si è impegnata in maniera più decisa nel settore del trasporto commerciale. Ne è testimone la nascita del Nuovo Master a trazione posteriore, o meglio, come piace dire ai francesi, a propulsione.
Il veicolo del test appartiene alla fascia delle trazioni anteriori, fascia che, come voci di corridoio ventilano, stia per essere aggiunta anche alla gamma dei veicoli commerciali a trazione posteriore per antonomasia della Mercedes-Benz che, proprio con Renault, ha recentemente stretto un accordo di collaborazione. Staremo a vedere.

Si parte…
Saliti in cabina del nostro Master 2.3 dCi da 125 CV, L3 H2, (sigla che indica la terza delle 4 lunghezze disponibili e la seconda delle 3 altezze a listino), riscontriamo un notevole miglioramento rispetto alla versione precedente. Confortante la presenza di un’infinita quantità di cassettini, mensole e vani porta oggetti. Può sembrare superfluo, ma quando l’abitacolo del nostro furgone diventa il nostro “ufficio” è molto importante riuscire a mantenere l’ordine. Troviamo anche un generoso spazio di stivaggio sotto la panchetta del passeggero. Lo schienale del sedile centrale, una volta abbattuto, si trasforma in un pratico tavolino girevole.
La posizione di guida, rispetto alle precedenti versioni, è migliorata, anche se, nostro avviso, ancora un po’ troppo “verticale”. Una volta regolato il sedile, le manovre si effettuano senza sforzo e il controllo dello spazio intorno al furgone è facilmente controllabile grazie ai grandi (forse un po’ troppo sporgenti) specchi retrovisori con un piccola sezione panoramica per limitare l’angolo morto.
Messo in moto, il propulsore risulta silenzioso. Lo spunto in partenza è notevole grazie al cambio a 6 marce ben rapportato che vede i primi due rapporti abbastanza vicini per poi allungarsi progressivamente fino alla 6^ che risulta quasi un overdrive.
Nonostante la trazione anteriore l’angolo di sterzo riesce a essere abbastanza stretto e questo torna sicuramente utile in fase di manovra, stando sempre accorti alla lunghezza del veicolo, più di 6 metri, e al passo abbastanza lungo (4.332 mm) che ci obbliga, qualche volta, ad allargare un po’ le curve.
Il comportamento del Master in marcia è molto intuitivo come ci si aspetta da un trazione anteriore. Qualche piccolo sobbalzo sul posteriore a veicolo scarico si avverte, ma rientra nella norma.
Il 2.300 turbodiesel common-rail risulta un motore versatile sia in città che nelle tratte extraurbane autostradali dove, nonostante una potenza non “devastante”, consente un marcia brillante e sicura.
La tenuta di strada e la maneggevolezza sono di ottimo livello.
Il Master si posiziona come un veicolo da distribuzione cittadina, che non disdegna affatto escursioni extraurbane e autostradali.
Anche in questi casi la cabina risulta comoda e in grado di farci affrontare qualche centinaio di chilometri senza eccessivi problemi.

La zona carico
Aprendo i portelloni del vano di carico ci accoglie un mare si spazio. Quasi 3.800 mm di lunghezza per quasi 1.800 mm di larghezza.
Per capirci: possiamo caricare comodamente un divano da 4 posti in tutta lunghezza.
L’accesso è agevolato sia dai portelloni posteriori che da quello laterale, che garantisce una luce di carico dai quasi 1.300 mm.
L’altezza della soglia di carico, poco più di mezzo metro, è sicuramente più agevole rispetto alla versione a trazione posteriore che, inevitabilmente, si alza un po’. Utili gli occhielloni per assicurare il carico che corrono sui lati lunghi del pavimento del vano di carico.

Conclusioni
Nel complesso il nuovo Master si presenta come un ottimo furgone che unisce il proverbiale comfort francese a una certa razionalità nello studio degli spazi e a una meccanica di buon livello. Unico neo, la posizione del display di servizio (radio computer di bordo etc.), sistemato troppo in alto al centro del parabrezza, risulta scomodo da leggere, pieno di riflessi, e, soprattutto, costringe a distogliere lo sguardo dalla strada.

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