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150 anni fa nasceva l’Italia - Galleria Curiosità
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17 marzo 2011
di Gabriele Bolognini
tag: Curiosità

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150 anni fa nasceva l’Italia

10 anno dopo vedeva la luce la “Locomotiva stradale a vapore Trinacria”

Oggi vogliamo celebrare questa importante data per il nostro Paese con la storia del primo veicolo su ruote, in grado di spostarsi indipendente da trazione animale e da rotaie, sulle strade dell’allora giovanissimo Regno d’Italia: la “Locomotiva stradale a vapore Trinacria”

Purtroppo, la storia di questo avveniristico (per l’epoca) veicolo, è una di quelle storie che passano in sordina ma che vale la pena ricordare.

La “Trinacria” nacque nel 1871, grazie all’ingegno di un giovane patriota siciliano che si distinse con onore nella Terza guerra di indipendenza, Giovanni Petronio Russo.

Dopo un lungo periodo di gestazione, interrotto, oltre che dalla guerra anche da vicissitudini economiche del suo inventore, la Trinacria uscì dagli stabilimenti Marzocchi di Roma ai quali, lo stesso Russo, si era affidato per la costruzione della sua “creatura”. Nel 2 luglio del 1873, sempre a Roma , la nuova Capitale d’Italia (proclamata nel 1871), avvenne la presentazione ufficiale della “Trinacria” che, condotta personalmente dal suo inventore, percorse maestosa le strade della città sotto gli occhi esterrefatti delle più alte cariche dello stato e di migliaia di curiosi.

La “Trinacria” era lunga 4,60 m e larga 2; aveva tre ruote, la posteriore motrice e le due anteriori sterzanti. La particolare posizione della ruota motrice consentiva il superamento di forti pendenze. Il propulsore a vapore era posizionato al centro; il macchinista, in piedi, dietro a un parapetto nella parte anteriore, poteva osservare la strada con tutti i comandi a portata di mano. Sulla vettura prendeva posto anche un fuochista per la caldaia. Un ingranaggio regolava la direzione delle ruote anteriori. Un ingegnoso sistema di sospensioni, costituito da otto cuscinetti di cacciù distribuiti per tutto il corpo vettura, garantiva l’assorbimento delle asperità del terreno. Un rudimentale cofano in lamiera proteggeva il motore e la ruota motrice posteriore.

La completa combustione del carbone, la relativa leggerezza, il raggio di curva interno di appena 2 metri, la capacità di superare pendenze sino al 12%, la velocità di 15 km/h e la capacità di frenata istantanea, la rendevano un mezzo a dir poco fantascientifico per quel tempo. Il 25 settembre del 1873, Russo, presentò la sua macchina a Catania con un successo senza precedenti. La “Trinacria”, sempre guidata dal suo inventore, “corse” tra la folla entusiasta trainando persino un vagone carico di 20 persone.

Nonostante queste entusiastiche premesse e il favore riscosso dal pubblico, però, il progetto “Trinacria” non ebbe seguito. La mancanza di fondi ne impedì il passaggio alla successiva fase di industrializzazione. Purtroppo, sembra che l’ingegnoso veicolo venne smantellato dal suo stesso creatore, in preda alla depressione qualche anno dopo. L’unica testimonianza “visiva” della “Trinacria” tramandata fino ai giorni nostri è un piccolo disegno sgualcito.

W L’Italia.

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