OmniAuto.it
Carburanti e trazioni alternative per i veicoli commerciali - Approfondimenti

21 giugno 2010
di Redazione
tag: Approfondimenti

Stampa
Invia ad un amico
Commenti (1)

Carburanti e trazioni alternative per i veicoli commerciali

Le Case automobilistiche aggiornano i listini

Ormai da qualche anno sembra stia contagiando come una sorta di morbo benigno, la necessità di quasi tutte le Case produttrici di veicoli commerciali di mettere a listino veicoli “verdi”. Vale a dire mezzi alimentati con combustibili alternativi al gasolio. Le motivazioni che spingono una tate ricerca sono certamente più d’una, fra tutte il prezzo altalenante del petrolio e la necessità di consumare di meno o di vantare un impegno nei confronti dell’ambiente, forse più per motivi di immagine, che di reale coscienza. Fatto sta che negli ultimi tempi i principali costruttori stanno mettendo in campo una serie di sperimentazioni che mirano a veicoli che non dipendano più totalmente dall’oro nero per muoversi. Se per veicoli pesanti, i camion, i margini per affrancarsi a breve termine sono ancora abbastanza ristretti, per i commerciali leggeri e quelli derivati dalle autovetture, questi si allargano sensibilmente e permettono alle Case di proporre in gamma delle soluzioni spesso realmente alternative.

IL CANE CHE SI MORDE LA CODA
Il messaggio che dobbiamo, però, cercare di far passare è quello che non esiste una sola alternativa al gasolio o alla benzina, ma che, a seconda della mission, sono possibili varie opzioni. Un approccio questo che, oltre a diminuire l’uso dei combustibili derivati direttamente dal petrolio conservandolo per gli usi in cui è veramente indispensabile, potrebbe aumentare, di parecchio, la diffusione delle alternative, promuovendo così la ricerca e facendo abbassare i costi dei veicoli ecologici. Il fenomeno della diffusione di veicoli a trazione alternativa è, infatti abbastanza singolare. Lo sviluppo di nuove tecnologie ha comunque bisogno di ricerca, in cui le Case investono solo in presenza di un effettivo ritorno economico. In pratica più veicoli a trazione alternativa si vendono più l’investimento per realizzarli viene ammortizzato e più questi costeranno di meno, così se ne venderanno di più e così via.
Stesso vale, come spesso dichiarato anche dai distributori, per la reperibilità dei combustibili alternativi, primo fra tutti il metano e, in generale il gas. Più veicoli a metano sono in circolazione più distributori si costruiscono, ma se non ci sono sufficienti distributori anche dotarsi di un veicolo a metano potrebbe rappresentare un problema.
Quindi può capitare di trovarsi di fronte a un circolo vizioso che si può rompere solo con il rischio d’investimento di una delle due parti.
Esaminata la situazione generale andiamo a vedere quali sono le principali alternative ai combustibili derivati dal petrolio che, per comodità e per opportunità, identifichiamo con il gasolio, visto che la benzina è fortemente diseconomica e comunque ristretta e molto poco diffusa nel settore. Sostanzialmente sono tre: il gas, l’elettrico e l’ibrido

IL GAS
La prima alternativa, è quella del gas, metano o GPL. Il metano è un gas naturale che viene estratto direttamente, mentre il GPL deriva sempre dalla lavorazione del petrolio, ma ha costi molto minori di gasolio e benzina. Entrambi i gas presentano vantaggi economici, primo fra tutti è che non hanno bisogno di motori dedicati, visto che si possono facilmente adattare i motori alimentati a benzina che tute le Case costruttrici hanno in gamma. In alcuni casi può accadere, però, che vengano costruiti motori ad hoc, nati specificatamente per il gas, come nel caso di Iveco, oppure che motori a benzina che vanno ad alimentare auto di grossa cilindrata (Mercedes) vengano usati come propulsori a gas per i veicoli commerciali. In generale, però, metano o GPL rappresentano una alternativa reale al gasolio per autotrazione e trovano sempre più spazio nei line up delle varie Case. I vantaggi del gas sono, come detto, nella sua relativa economicità e nella sua ecocompatibilità, visto che praticamente ha emissioni prossime allo zero, mentre i contro sono rappresentati dalla sua scarsa distribuzione sul territorio nazionale e sull’autonomia dei mezzi che si attesta sui 200/300 km. Rientrando nel discorso “mission per i veicoli a metano” dovremo scegliere degli incarichi di distribuzione cittadina o suburbana, percorrenze medie di 200 km al giorno, con l’opzione di rifornire al termine di ogni giornata lavorativa, ma con il vantaggio di poter accedere ai centri urbani a circolazione limitata per effetto delle basse (nulle) emissioni nocive.

IL MOTORE ELETTRICO
Fino a pochissimi anni fa regnava un certo scetticismo circa la possibilità di alimentare un autovettura e, a maggior ragione un veicolo commerciale, a batteria. Oggi i detrattori di questa teoria sono stati smentiti e cominciano ad apparire in gamma di serie sempre più opzioni elettriche. Certo, le soluzioni presentate non sono così tante da far venire l’imbarazzo della scelta e nemmeno così “economiche” da tentare chiunque, però sono una realtà: la serie Z.E. di Renault, il Vito elettrico di Mercedes, Il Maxity di Renault Trucks, il Piaggio Porter elettrico. Tanto per citarne alcuni, sono degli esempi di come si sia potuta realizzare la trazione elettrica anche sui mezzi da lavoro. I vantaggi in questo caso sono esclusivamente di immagine e nel risparmio sul carburante. Di contro, i veicoli elettrici si portano appresso il peso delle batterie, hanno velocità e autonomie relativamente limitate e un prezzo di acquisto indubbiamente alto. Però non inquinano affatto, sono realmente a emissioni zero, sia per quanto riguarda i gas di scarico sia per quanto riguarda il rumore, visto che, a parte un piccolo ronzio, non si sentono affatto. Non ce la sentiamo di consigliarla come una scelta per chi deve risparmiare, però è un’opzione da tenere in considerazione se si ha da fare un piccolo investimento e se si opera in condizioni in cui il rispetto per l’ambiente è prioritario. Con un veicolo elettrico non si macinano molti chilometri o si toccano velocità vertiginose, però la trazione elettrica ha dalla sua una coppia motrice subito interamente disponibile e un buono spunto in partenza, il che la rende adatta per un uso urbano o tra piccoli centri.

L’IBRIDO
A metà tra il motore termico e quello elettrico sta la trazione ibrida. Nella maggior parte dei casi, in fase di avanzata sperimentazione, si tratta di soluzioni di tipo ibrido in parallelo dove il motore elettrico viene in “aiuto” del motore termico. In generale, funziona che il veicolo parte elettricamente, in modo da sfruttare la sua disponibilità di coppia ed evitare di far lavorare il motore termico sotto maggior carico, poi, verso i 20/30 Km orari si accende il motore termico che, in marcia, ricarica le batterie. In frenata il motore elettrico inverte la polarità e funziona da alimentatore per la ricarica; in caso di necessità la coppia del motore elettrico può essere sommata a quella del motore termico. Si tratta di una soluzione valida, di serie su alcune autovetture e in fase di sperimentazione avanzata su alcuni veicoli commerciali, che permette di risparmiare fino al 30% del carburante senza costi per la ricarica delle batterie.

Listino del Nuovo

Tutti i veicoli commerciali
Vai al listino