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Gas non convenzionale - Eco e ambiente

14 marzo 2011
di Gabriele Bolognini
tag: Eco e ambiente

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Gas non convenzionale

La nuova frontiera dell’ecosostenibilità

Classificata in tre categorie diverse, questa preziosa risorsa naturale potrebbe ribaltare gli scenari energetici globali a favore di aree geografiche ad alta densità di riserve come Nord America e Asia:
- shale gas estratto da rocce scistose (da solo rappresenterebbe la metà delle risorse mondiali di gas non convenzionale);
- coalbed methane, ovvero metano estratto da strati carboniferi superficiali;
- tight gas estratto da formazioni arenacee.

PREGI E DIFETTI
Il gas non convenzionale ha tutte le proprietà del convenzionale ma, trovandosi in bacini scarsamente permeabili, richiede delle tecniche di estrazione particolari che, pur esistendo da 150 anni, solo ultimamente hanno ritrovato una convenienza economica (per fattori legati alla tecnologia e al mercato) che ne giustifichino lo sviluppo.
La tecnica di base di estrazione consiste in un'iniezione a pressione nel sottosuolo di soluzioni acquose di sabbia e sostanze chimiche di varia natura in relazione alle caratteristiche strutturali della roccia “serbatoio”. Il problema principale sta nel fatto che il rischio di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni sovrastanti, nonché l’ingente consumo d’acqua, durante la fratturazione idraulica, finora, non è stato controbilanciato da sufficienti garanzie. Inoltre, uno studio della Cornell University, sollecita ulteriori approfondimenti, poiché, durante l’estrazione, potrebbero avvenire perdite di metano, gas a forte effetto serra. Proprio per questo motivo Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York, dove si trova il più importante giacimento di shale gas degli USA, ha deliberato una moratoria fino al prossimo luglio per valutare meglio gli impatti della fratturazione idraulica sulle falde. Tuttavia sul fronte della riduzione dei gas di serra, il gas non convenzionale in un futuro, non troppo lontano, potrebbe entrare in competizione, visto il basso costo, non solo con l’energia nucleare, ma con il carbone nella produzione di energia elettrica e con il petrolio nei trasporti, permettendo così di ridurre le emissioni di CO2.
Nel 2009 la produzione USA di gas non convenzionale ha superato quella del convenzionale così da dimezzare, in tre anni, i prezzi interni del metano, arrivato al di sotto di 10 centesimi di euro al metro cubo.

Durante il convegno “Il ruolo del gas non convenzionale”, tenutosi mercoledì 2 marzo 2011 a Roma a Palazzo Valentini“Sala della Pace”, Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile ha dichiarato: “Negli ultimi due anni si è assistito ad un fenomeno inedito: il disaccoppiamento tra i prezzi del greggio e quelli del gas naturale guidato dall’ aumento della produzione di gas non convenzionale negli USA, che si è sovrapposto alla contrazione della domanda mondiale a causa della crisi economica. Dobbiamo ora valutare se si tratti di un evento occasionale o di un mutamento strutturale del mercato dell’energia e capire meglio il ruolo che questo gas potrà giocare nella transizione verso una economia a basse emissioni di CO2”.

MAPPA DELLE RISORSE
Secondo l’ultimo rapporto del World Energy Council, solo una piccola parte dei 140 bacini esistenti sono stati indagati (per lo più in USA), ma si stima che la disponibilità di gas non convenzionale dovrebbe essere pari a quella del convenzionale, tanto da poter garantire gli attuali livelli di consumo di gas per tutto il secolo e anche oltre. In Europa, i giacimenti più importanti si trovano in Germania, Romania, Polonia, Francia, ma sia a causa della disponibilità della risorsa che della normativa ambientale e, non ultima, dell’accettabilità sociale, difficilmente potranno rivoluzionare il ruolo dell’Europa sul mercato globale del gas.
In Italia si stanno esplorando le disponibilità in Toscana, Sicilia e Sardegna. Anche se la storia del gas non convenzionale, per il momento, è una storia prevalentemente americana, importanti gruppi come Exxon, Total e le italiane Eni e Sorgenia , si stanno muovendo in Europa sia sul terreno della tecnologia che su quello dell’accesso alla risorsa.

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